Gaza, le immagini aeree mostrano una devastazione senza precedenti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la prima volta dall’autunno del 2023, il mondo ha potuto osservare da vicino, seppur da un’altezza di mille metri, l’entità della distruzione nella Striscia di Gaza. Le fotografie scattate a bordo degli aerei della Royal Jordanian Air Force e degli Emirati Arabi Uniti, impegnati nei lanci di aiuti umanitari, hanno squarciato il velo di oscurità che per mesi ha avvolto il territorio. Quelle immagini, diffuse a luglio del 2025, mostrano un paesaggio irriconoscibile, dove interi quartieri sono ridotti a cumuli di macerie e le infrastrutture essenziali – ospedali, scuole, strade – appaiono cancellate.

"Ogni giorno è una lotta", racconta Motaz, un operatore di Oxfam che lavora nella Striscia. Le sue parole, registrate pochi giorni fa, descrivono una crisi che va ben oltre l’emergenza umanitaria: strade bloccate, rifornimenti insufficienti, la costante minaccia di violenze. La carestia, la mancanza di acqua pulita e la penuria di medicine stanno spingendo la popolazione al limite. Le organizzazioni internazionali, nonostante gli sforzi, faticano a garantire anche i servizi più basilari, mentre i lanci aerei di viveri – spesso l’unica forma di approvvigionamento – si trasformano in occasioni di pericolo.

Un confronto tra le immagini satellitari di Google Maps, ricostruito da «Medici senza frontiere», rivela l’entità della catastrofe: si stimano oltre 50 milioni di tonnellate di macerie, segno di una devastazione che ha lasciato poco o nulla intatto. Le foto mostrano un "prima" e un "dopo" drammaticamente distanti, con intere aree urbane cancellate.

Intanto, prosegue l’offensiva israeliana, sostenuta politicamente e militarmente dagli Stati Uniti, che sotto la presidenza di Donald Trump hanno rafforzato il loro appoggio a Tel Aviv. Gaza-InfoPal riporta che, nel 143° giorno dalla fine unilaterale del cessate il fuoco, le forze israeliane (IOF) hanno condotto nuovi attacchi aerei e operazioni di artiglieria, colpendo anche centri di distribuzione degli aiuti. Case, tende e rifugi temporanei sono stati presi di mira, mentre episodi di fuoco aperto contro civili in fila per ricevere cibo hanno aggravato ulteriormente il bilancio di vittime e feriti.

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