Gaza: devastazione e spazzatura ovunque
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Redazione Esteri
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A Gaza City, una città con oltre 800.000 abitanti, la gestione dei rifiuti è diventata un compito quasi impossibile. Ahmed Abu Abu, responsabile della gestione della salute e dell’ambiente del Comune, si trova a dover affrontare una situazione drammatica: ogni giorno, la città produce oltre 700 tonnellate di rifiuti, che includono rifiuti casalinghi, sanitari, industriali, agricoli e marini. La situazione è ulteriormente aggravata dall’escalation di violenza nel nord di Gaza, che ha avuto un impatto disastroso sulla sicurezza alimentare di migliaia di famiglie palestinesi.
Dal 1 ottobre, nessun aiuto alimentare è riuscito a entrare a Gaza a causa della chiusura dei principali valichi di frontiera. I centri di distribuzione alimentare, le cucine e i panifici nel nord di Gaza sono stati costretti a chiudere a causa degli attacchi aerei, delle operazioni militari di terra e degli ordini di evacuazione. La guerra in Israele, iniziata poco più di un anno fa con l’attacco di Hamas, ha destabilizzato ulteriormente un equilibrio già precario in Medio Oriente, coinvolgendo anche il Libano e l’Iran.
Questo conflitto, che potrebbe chiamare in causa anche Stati Uniti, Russia e Cina, ha reso la vita a Gaza un inferno, soprattutto per i bambini con disabilità. L’ennesimo ordine di evacuazione nel nord di Gaza suona come una condanna a morte per migliaia di civili, bambini, neonati e malati. L’Unicef ha lanciato l’ennesimo grido d’allarme, ma le parole sembrano ormai aver perso significato.
In questo contesto, la gestione dei rifiuti diventa un problema secondario, ma non meno urgente. La città è sommersa dai rifiuti, e la mancanza di risorse e di infrastrutture adeguate rende impossibile una gestione efficace.




