Tragedia al Bioparco di Caraglio, due indagati per la morte di Anisa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La piccola Anisa Murati, una bambina di sette anni, ha tragicamente perso la vita annegando il 17 luglio nel lago del Bioparco di Caraglio, nel Cuneese. Questo evento sconvolgente ha scosso la comunità locale e ha portato all'apertura di un'indagine per omicidio colposo.
Indagati
Due persone sono attualmente indagate in relazione alla morte di Anisa. Si tratta di Roberto Manzi, gestore del Bioparco, e della responsabile del gruppo di animazione parrocchiale della Valle Stura. L'iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire l'espletamento dell'autopsia.
Le parole del gestore
Roberto Manzi, il gestore del Bioparco, ha dichiarato di aver avvertito ripetutamente i responsabili del gruppo di animazione di tenere d'occhio i bambini, molti dei quali non sapevano nuotare. Ha inoltre riferito di aver distribuito 47 braccialetti di colore verde per identificare i bambini e che i bagnini hanno vietato a una ventina di ragazzini di andare nella parte del lago dove l'acqua era più profonda.
L'accompagnatrice indagata
Tra gli indagati c'è anche una giovane accompagnatrice di appena 18 anni. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulla sua identità o sul suo ruolo nel tragico evento.
Lo sfogo del padre
Il padre di Anisa è devastato dalla perdita della figlia e si chiede come nessuno si sia accorto che la bambina era in acqua. Le sue parole esprimono il dolore e l'incredulità di un genitore che ha perso il proprio figlio in circostanze così tragiche.
L'indagine sulla morte di Anisa è ancora in corso e si spera che possa fare luce su questa tragedia e prevenire incidenti simili in futuro. La comunità locale e tutti coloro che conoscevano Anisa sono in lutto per la sua perdita. La sua morte è un duro monito sulla necessità di garantire la sicurezza dei bambini in tutti gli ambienti, compresi quelli che sembrano innocui come un lago in un parco.




