Roma, Giuli: "Con la riforma del tax credit, mai più casi come quello Kaufmann"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A margine della conferenza in cui è stato annunciato il provvedimento per l’abbassamento dell’Iva sul commercio d’arte al 5%, il ministro della Cultura Alessandro Giuli è tornato a parlare della riforma del tax credit, definendola uno strumento indispensabile per evitare che si ripetano situazioni come quella legata a Francis Kaufmann, l’uomo accusato di omicidio che aveva ottenuto fondi pubblici per un film mai realizzato.

«La riforma non soltanto eviterà questo tipo di problemi, ma ha contribuito a riconoscere l’esistenza di un evidente problema ereditato dai precedenti governi», ha spiegato Giuli, sottolineando come il vecchio sistema consentisse «delle ruberie e degli sperperi di denaro pubblico», dannosi sia per l’erario sia per la reputazione del cinema italiano. Un meccanismo «distorto», ha aggiunto, che la riforma avviata dal governo Meloni nel 2022 ha corretto attraverso un più rigoroso sistema di monitoraggio.

Tra le novità introdotte, un protocollo siglato con la Guardia di Finanza e un investimento di 3,5 milioni di euro per potenziare i controlli. «Vi posso assicurare che altri casi Kaufmann non ce ne saranno», ha affermato il ministro, «e se ce ne saranno, li scopriremo subito». Un’allusione diretta alle polemiche seguite alla scoperta dei finanziamenti ottenuti dall’imprenditore, ora al centro di un’indagine giudiziaria.

Intanto, emerge una mail inviata da Marco Perotti, socio italiano di Kaufmann, a un funzionario del ministero: «Sono sconvolto, non pensavo di aver lavorato con un assassino». Pur ribadendo la regolarità dei progetti cinematografici, Perotti ha ammesso lo shock per le accuse rivolte al suo ex partner. Un episodio che, al di là delle implicazioni giudiziarie, ha riacceso il dibattito sull’efficacia dei controlli nel settore degli incentivi al cinema.

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