Un tatuaggio Kfc per mangiare pollo fritto gratis a vita: «Tutto in regola»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MODENA. La fiera Modena Nerd, il più importante festival emiliano dedicato al fumetto, al gaming, al cosplay e alla cultura pop, ha aperto i battenti con un’edizione che, già prima del via, era finita sotto i riflettori per una polemica destinata a far discutere.

Al centro della tempesta, l’iniziativa “Kfc Tattoo Experience” promossa dalla catena di fast food americana, che ha proposto ai visitatori un tatuaggio indelebile con il logo del marchio in cambio di pollo fritto a vita, un’offerta che ha scatenato un vespaio di critiche da parte dell’associazione dei consumatori Federconsumatori e non solo, con interrogativi che spaziavano dalla tutela dei minori alla regolarità igienico-sanitaria delle procedure.

L’iniziativa e il successo immediato

In centinaia si sono messi in fila già dalle prime ore della mattina di sabato 5 settembre per aggiudicarsi uno dei posti disponibili, tanto che le liste d’attesa, con un limite di 100 posti, sono state chiuse a mezz’ora dall’apertura. Già a mezzogiorno, una trentina di persone aveva completato il tatuaggio, un’operazione che prevedeva l’applicazione di uno dei soggetti ufficiali del brand, come un secchiello o una coscia di pollo fritto.

Il premio per essersi sottoposti al trattamento, come spiegano i manager della catena, consiste in un coupon che si attiva automaticamente sull’app del ristorante e che regala un menu ogni dieci giorni, utilizzabile nei punti vendita di Modena, Reggio Emilia e Parma. Rispetto all’edizione precedente, l’impatto mediatico e il riscontro del pubblico sono stati definiti straordinari dagli organizzatori, che hanno raddoppiato la presenza di tatuatori professionisti per far fronte alle richieste.

Le contestazioni di Federconsumatori

A gettare benzina sul fuoco era stata nei giorni precedenti la presa di posizione di Federconsumatori Modena, che aveva duramente attaccato l’operazione, definendola uno “scambio iniquo” e una forma di marketing invasivo che arriva ad appropriarsi del corpo del consumatore per renderlo uno sponsor vivente.

“La sproporzione di questo scambio è evidente: l’azienda ottiene un contratto pubblicitario a vita, il consumatore riceve pollo fritto”, aveva tuonato l’associazione, sollevando anche il tema della presenza di bambini e ragazzi tra il pubblico della fiera, un contesto in cui l’iniziativa rischiava di essere percepita come un gioco o un segno di appartenenza a una community. La protesta, che ha coinvolto anche Cna Sanità e Benessere, si è incentrata in particolare sui dubbi riguardanti la regolarità delle autorizzazioni per l’edizione 2025 dell’evento.

Federconsumatori ha chiesto al Comune e all’Azienda Usl di non consentire lo svolgimento dell’attività e di verificare se, come sospettato, l’anno precedente l’iniziativa si fosse svolta in assenza dei necessari protocolli igienico-sanitari e delle dovute autorizzazioni.

La posizione del Comune e la documentazione

Di fronte alle accuse, la risposta del Comune di Modena è stata netta e ha cercato di chiarire la posizione dell’amministrazione sulla vicenda. Secondo quanto previsto dal “Regolamento comunale per le attività di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing”, per esercitare l’attività di tatuatore in occasione di manifestazioni temporanee è necessario inoltrare al Suap una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), allegando la documentazione che comprova il possesso dei requisiti professionali e una relazione dettagliata sulle attività e gli strumenti utilizzati.

In riferimento all’edizione di quest’anno, il Comune ha fatto sapere che i due tatuatori incaricati da Kfc hanno regolarmente presentato al Suap la Scia e tutta la documentazione necessaria, nella giornata di venerdì 4 settembre, trasmessa poi al Servizio Igiene pubblica per le eventuali prescrizioni o vigilanza.

Per quanto riguarda l’edizione 2025, invece, la posizione del Comune è altrettanto chiara: gli uffici comunali non sono mai stati informati dell’iniziativa promozionale di Kfc e la notizia è stata appresa solo in questi giorni a mezzo stampa. Dai controlli effettuati, non risulta che sia stata presentata alcuna documentazione relativa a quella precedente edizione, lasciando così un’ombra sulla regolarità della passata esperienza.

La replica degli organizzatori

La posizione degli organizzatori di Modena Nerd e della stessa Kfc non si è fatta attendere. In una nota diffusa dopo le critiche di Federconsumatori, gli organizzatori hanno respinto al mittente le contestazioni, difendendo la regolarità dell’evento e sostenendo che la partecipazione del marchio alla fiera, sia nel 2025 che nel 2026, si è svolta nel pieno e totale rispetto delle regole, delle normative vigenti e delle procedure previste di tipo autorizzativo, sanitario e commerciale.

Hanno inoltre espresso rammarico per le accuse ricevute, affermando che il comunicato di Federconsumatori conteneva ipotesi infondate e informazioni scorrette fornite ai consumatori. L’invito rivolto al pubblico è stato quello di partecipare numerosi all’edizione di quest’anno, con la promessa che tutto era stato predisposto nella massima trasparenza e nel rispetto delle norme.

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