Gramellini: "Papa Leone XIV rappresenta un’America diversa da quella di Trump"
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Redazione Esteri
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Nell’intervista rilasciata a diMartedì, il giornalista Massimo Gramellini ha tracciato un parallelo tra la figura del nuovo pontefice e quella del presidente statunitense, sottolineando come Leone XIV incarni un modello diametralmente opposto a quello di Donald Trump. «Ha ragione chi nota che ha fatto più lui in cento ore che Trump in cento giorni?», si è chiesto Gramellini, lasciando intendere che l’impatto del Papa, già nei primi giorni del suo pontificato, potrebbe rivelarsi più incisivo di quanto non lo siano state alcune presidenze.
Non solo americano, ma profondamente legato al Sudamerica – dove ha vissuto per vent’anni, al punto da ottenere anche la cittadinanza peruviana – Leone XIV sembra aver scelto un nome che, come già accaduto con Francesco, anticipa una linea pastorale precisa. La distanza tra la sua formazione e la visione del mondo trumpiana appare marcata, e non solo per le posizioni su migranti e ultimi, temi che hanno diviso anche leader come Salvini e Meloni. La sua strategia, finora, è stata chiara: pacificazione con i vescovi, ma senza rinunciare a una fermezza che gli permetta di ricucire rapporti lacerati.
«Probabilmente tornerà negli Stati Uniti solo dopo aver riunificato l’episcopato del suo Paese, oggi diviso», ha osservato qualcuno, interpretando così le sue parole poco dopo l’elezione, quando aveva lasciato intendere che una visita in patria non sarebbe stata imminente. Il compito di pacificatore, del resto, non può prescindere dalle Americhe, dove risiede quasi la metà dei cattolici globali.
Intanto, mentre si discute se manterrà la cittadinanza statunitense – con lo “zio Sam” che, com’è noto, tassa anche i cittadini all’estero – l’ex numero uno di viale dell’Astronomia, classe 1947, è stato nominato presidente di Confindustria Cultura Italia. Una scelta che conferma come, per alcuni, la pensione possa attendere ancora a lungo.




