La Befania porta il gelo e la neve scende in pianura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un inizio d'anno dinamico e frizzante, per usare un eufemismo, sta caratterizzando la penisola, con un quadro meteorologico che, dopo un risveglio di Capodanno segnato da picchi di freddo intenso, evolve rapidamente verso nuove perturbazioni. Le previsioni per l'Epifania del 6 gennaio disegnano infatti uno scenario di freddo pungente e di possibili precipitazioni nevise, alcune delle quali potrebbero imbiancare, in casi estremi, persino le zone di pianura del Settentrione. La situazione, che vede oggi, 2 gennaio, un cielo molto nuvoloso o coperto al Nordest e sui settori tirrenici con piogge irregolari, è destinata a mutare sotto la spinta di correnti più fredde.

Il quadro sinottico e l'evoluzione attesa

La fase di maltempo, che in queste ore interessa in particolare il Centro-Sud con le precipitazioni più consistenti in alta Toscana e Campania e nevicate sugli Appennini sopra i 1200-1500 metri, rappresenta solo il preludio di un cambiamento più marcato. Secondo i modelli, un sistema di bassa pressione posizionato sulla Scandinavia sta infatti canalizzando aria fredda verso la Pianura Padana, la quale, accumulandosi, creerà le condizioni per un evento insolito. L’avvicinamento successivo di un minimo depressionario da Nord-Ovest, favorirà la formazione di un fronte caldo sull’Italia centro-settentrionale che, scontrandosi con il cuscinetto di aria gelida al suolo, potrebbe generare deboli precipitazioni trasformatibili in neve fino a quote bassissime.

Allerta in Toscana e possibili scenari in Lombardia

Mentre il consorzio Lamma monitora con attenzione l'evoluzione dei prossimi giorni, in Toscana è già scattata un'allerta gialla per venti che potrebbero raggiungere i 100 chilometri orari e per il rischio di mareggiate, un monito che si aggiunge alla possibilità, citata dagli esperti, di fiocchi a bassa quota proprio in occasione della festività dell'Epifania. Parallelamente, il bollettino di Arpa Lombardia conferma la possibilità concreta, nel corso di martedì 6, di nevicate anche in pianura, un fenomeno che dipenderà dalla tenuta della massa d'aria fredda giacente sul bacino padano e dall'intensità delle perturbazioni in arrivo.

Una settimana sotto il segno della dinamicità

La previsione di un passaggio iniziale del freddo a fine anno, seguito da piogge e da un temporaneo addolcimento delle temperature, si rivela dunque solo una parentesi in una sequenza più complessa. I primi giorni del 2026 si confermano instabili, con una fase perturbata che, dopo essersi concentrata sul Centro-Sud, sposta i suoi effetti al Nord in concomitanza con la Befana, sovvertendo le normali aspettative climatiche per il periodo e promettendo, almeno in alcune aree, un paesaggio insolitamente imbiancato.

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