L’Argentina umilia il Brasile 4-1 e vola ai mondiali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Monumental di Buenos Aires, dove l’atmosfera era carica di tensione già prima del fischio d’inizio, l’Argentina ha dato vita a una performance che difficilmente verrà dimenticata. Senza Lionel Messi e Lautaro Martínez, entrambi fuori per infortunio, l’Albiceleste ha demolito il Brasile 4-1, confermandosi ancora una volta come una macchina perfetta sotto la guida di Lionel Scaloni. Quella che doveva essere una sfida equilibrata, il cosiddetto Clásico de las Américas, si è trasformata in una passerella argentina, con tre gol segnati nei primi 37 minuti da Julián Álvarez, Enzo Fernández e Alexis Mac Allister.

Nonostante le dichiarazioni alla vigilia di Raphinha, che aveva promesso una vittoria brasiliana "senza dubbi", la squadra di Fernando Diniz non ha mai trovato il ritmo giusto. Anzi, è sembrata fragile in difesa e sterile in attacco, incapace di reagire alla furia argentina. Il quarto gol, siglato da Rodrigo De Paul nella ripresa, ha solo peggiorato il conto per i verdeoro, mentre l’unico momentaneo pareggio di Gabriel Jesus è apparso poco più che un episodio isolato in un match dominato in ogni suo aspetto dai campioni del mondo in carica.

Tra le pagine più discusse della serata, oltre al risultato, c’è stata la provocazione di Leandro Paredes ai danni di Rodrygo, centrocampista del Real Madrid. «Ho vinto un Mondiale, e tu?», gli avrebbe detto il giocatore argentino durante una pausa del gioco, in un battibecco che sui social è diventato immediatamente virale. Una frecciata che riassume bene il momento storico delle due nazionali: da una parte l’Argentina, reduce dal trionfo in Qatar e ora proiettata verso il 2026 con sicurezza; dall’altra il Brasile, in piena crisi identitaria e con un futuro tutto da riscrivere.

La qualificazione ai Mondiali, del resto, per l’Albiceleste era già matematica prima di scendere in campo, grazie al contemporaneo pareggio tra Bolivia e Uruguay. Ma Scaloni, che non ama lasciare nulla al caso, ha preteso dai suoi lo stesso atteggiamento da favoriti, ottenendo una risposta impeccabile. Il Brasile, invece, esce da questa partita con più domande che risposte, in un momento in cui persino la stampa locale – come dimostrano i titoli durissimi di Marca – non nasconde il disappunto per quello che è stato definito senza mezzi termini uno "scempio".

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