Woltemade e Kolo Muani, la Juve scopre la coppia che cambia tutto
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Redazione Sport
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A Vigo, nella notte del secondo successo su due in Europa League, la Juventus ha trovato qualcosa di più di tre punti: ha trovato una coppia. Nick Woltemade e Randal Kolo Muani hanno firmato la rimonta sul Celta, il tedesco al 58' e il francese al 92', e ora Luciano Spalletti si trova davanti a un bivio che fino a poche settimane sembrava impensabile: schierarli insieme dal primo minuto. La tentazione è forte, soprattutto in vista della sfida contro la Lazio, ma il tempo per prepararla è ridotto all'osso.
Il “finalmente” di Serena e l'analisi del gigante tedesco
Aldo Serena, ex centravanti bianconero e oggi opinionista, ha seguito la trasferta spagnola da vicino e non ha nascosto il proprio entusiasmo. In telecronaca si è lasciato scappare un “finalmente” quando Koopmeiners ha crossato verso Woltemade in occasione del pareggio. La sua lettura della partita è netta: «La soluzione migliore per la Juve mi sembra proprio questa, con Woltemade assieme a Kolo Muani. Si era già capito a Cagliari e a Vigo ne abbiamo avuto la conferma».
Secondo Serena, il problema non è Woltemade in sé, ma come viene utilizzato quando è lasciato solo: «È sicuramente un centravanti atipico, perché nonostante la stazza gli piace cucire il gioco, abbassarsi, liberare varchi per i compagni». Movimenti che diventano preziosi solo se accanto c'è qualcuno pronto a sfruttare gli spazi.
I numeri che spingono Spalletti verso il doppio centravanti
C'è un dato che più di altri spiega perché la coppia funzioni: Kolo Muani ha segnato tre gol in stagione, tutti e tre quando in campo c'era anche Woltemade. La media realizzativa del francese in coppia con il tedesco è di una rete ogni 38 minuti, mentre nei 470 minuti giocati da unica punta centrale è ancora a secco. Non è una coincidenza, ma il risultato di caratteristiche complementari: Woltemade arretra, protegge il pallone, apre varchi; Kolo Muani attacca la profondità e riempie l'area.
Lo ha ammesso lo stesso tedesco dopo la partita: «Se per me vale lo stesso? Sì, mi piace giocare con Kolo, e con due punte la Juventus può essere decisamente più pericolosa e imprevedibile per gli avversari». Parole che suonano come una proposta a Spalletti, il quale però dovrà fare i conti con gli equilibri di una squadra che contro la Lazio non può permettersi esperimenti azzardati.
Le perplessità su Woltemade e il ruolo di Koopmeiners
Serena non è tenero con tutti. Se su Woltemade il giudizio è a metà, con una nota di merito per la tecnica e la capacità di dialogare con i compagni, le critiche si concentrano su chi avrebbe dovuto supportarlo. «Koopmeiners non andava mai a rimorchio, quindi non ha aiutato per nulla Woltemade», ha spiegato l'ex attaccante. Un'affermazione che sposta l'attenzione dal singolo al sistema: il gigante tedesco ha bisogno di movimenti coordinati attorno a sé, non di isolamento.
A Vigo, nell'azione del pareggio, è arrivato proprio il cross di Koopmeiners a premiare l'inserimento di Woltemade, quasi a smentire sul campo quell'osservazione. Resta il fatto che la prima parte della partita contro gli spagnoli ha mostrato una Juventus lenta e prevedibile, capace di riaccendersi solo quando Spalletti ha cambiato volto alla manovra.
L'ostacolo Lazio e il rebus delle scelte
La Lazio arriva allo Stadium con un ruolino di marcia che impone rispetto: cinque vittorie e un pareggio nelle prime sei giornate di Serie A, in testa alla classifica insieme all'Inter. Non è la squadra contro cui concedersi il lusso di un esperimento senza rete. Spalletti lo sa bene e nelle ultime ore le indicazioni provenienti da Torino raccontano di una riflessione ancora aperta: da un lato la tentazione di lanciare finalmente il tandem dal primo minuto, dall'altro la necessità di non scoprirsi contro una formazione che riparte con grande efficacia.
La squalifica dello stesso Spalletti, costretto in tribuna dopo l'espulsione rimediata a Cagliari, aggiunge un elemento di incertezza alla gestione della partita. La decisione, comunque, è già stata rinviata alla rifinitura odierna, l'ultima occasione per sciogliere i dubbi prima del fischio d'inizio.
Ciò che resta della notte di Vigo
Al di là delle scelte di formazione, la trasferta spagnola ha consegnato alla Juventus una consapevolezza che mancava: quando Woltemade e Kolo Muani giocano insieme, la squadra segna. Non è una garanzia di equilibrio, né una soluzione definitiva a tutti i problemi di una stagione ancora in costruzione, ma è un punto di partenza concreto. Il tedesco, arrivato in prestito dal Newcastle, ha trovato in Europa League i suoi due gol in due partite, mentre in campionato è ancora a secco.
Il francese, dal canto suo, ha ritrovato la via della rete proprio quando al suo fianco c'era il compagno di reparto. Spalletti ha davanti a sé un materiale che funziona, e la partita contro la Lazio sarà il primo vero banco di prova per capire se quella di Vigo è stata solo un'eccezione o l'inizio di qualcosa di diverso.
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