Conte lancia l’attacco sul referendum: "Con il sì torna la casta, la legge non è più uguale per tutti"
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Redazione Interno
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Il centro congressi Frentani di Roma ha visto una platea gremita per il lancio della campagna referendaria del No, in un clima che i promotori definiscono di allarme costituzionale. Intervenendo all’iniziativa, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha scagliato un attacco frontale contro la riforma della giustizia, sostenendo che il suo esito referendario segnerebbe “il ritorno della casta” e “la fine del principio che la legge è uguale per tutti”. Secondo la sua analisi, il disegno politico che sta dietro alla riforma, passaggio che egli giudica decisivo, rischierebbe di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato, creando di fatto due categorie di cittadini. “Dovremo far capire – ha affermato Conte – che i cittadini diventeranno tutti di serie B rispetto invece ai ‘privilegiati’ della giustizia, che sono politici, colletti bianchi e imprenditori amici”. Una posizione che sintetizza il cuore della battaglia di chi vede nel quesito un pericoloso arretramento sul piano delle garanzie.
Il fronte del Sì e la mobilitazione delle camere penali
Dall’altro lato dello schieramento, il comitato “Camere Penali per il Sì” prosegue la sua azione di informazione, anche a livello locale, come nel caso di Sassari dove è attiva una sezione. L’obiettivo, spiegano gli avvocati penalisti associati alle 129 Camere Penali Italiane, è chiarire i contenuti di un referendum che divide profondamente l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori, concentrandosi in particolare sui temi tecnici ma cruciali della separazione delle carriere dei magistrati e del sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Una battaglia di spiegazione, la loro, che cerca di controbattere alle accuse di regressione in termini di uguaglianza sostenendo la necessità di un miglioramento dell’efficienza e dell’imparzialità del sistema.
Le voci della sinistra e il richiamo alla Costituzione
Sul versante della sinistra radicale, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha rilanciato la sua fiducia nella capacità degli elettori di discernere, affermando che “la partita è apertissima” e che gli italiani “respingono al mittente una controriforma della Costituzione e della magistratura”. Secondo Fratoianni, che ha parlato a margine di un’assemblea regionale a Milano, esiste una vigilanza popolare sui temi costituzionali che si è già manifestata in passato e che potrebbe ora ripetersi. Dal palco romano, lo stesso politico ha aggiunto un ulteriore tassello alla critica, definendo “ossessione” della destra il tema dei giudici e sostenendo che la riforma in questione non affronta in modo efficace i problemi reali della giustizia nel paese.
Le critiche dal mondo sindacale e lo scontro politico
Anche il segretario generale della CGIL Maurizio Landini è salito sul palco dell’evento romano, portando una prospettiva che punta a sottolineare una presunta distanza tra il linguaggio tecnico della riforma e la percezione comune. “La maggioranza dei cittadini italiani – ha osservato Landini – se gli parli di separazione della carriera non sai di cosa stai parlando”. Una dichiarazione che vuole evidenziare il rischio di un voto poco consapevole su materie complesse, mentre lo scontro politico si fa sempre più acceso. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, da parte sua, ha replicato pubblicamente alle dichiarazioni del Ministro della Giustizia, confermando come la campagna referendaria sia ormai un terreno di confronto diretto e senza esclusioni di colpi tra maggioranza e opposizione.




