Giuseppe Rossi, l'addio al calcio tra ricordi e gratitudine
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Redazione Sport
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Giuseppe Rossi, conosciuto da tutti come Pepito, ha deciso di chiudere ufficialmente la sua carriera da calciatore. Lo farà a Firenze, città che considera una seconda casa, il prossimo 22 marzo durante il "Pepito Day", una festa organizzata per salutare i tifosi e celebrare un percorso professionale ricco di emozioni, successi e difficoltà superate. L'ex attaccante, che ha appeso le scarpette al chiodo a 38 anni, ha scelto lo stadio Franchi come palcoscenico per il suo ultimo atto, un luogo simbolo della sua rinascita dopo due gravi infortuni al legamento crociato che ne avevano messo a rischio il futuro.
Rossi, intervistato dal Corriere dello Sport-Stadio, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, soffermandosi in particolare sui sei mesi trascorsi alla Fiorentina nella stagione 2013-14. "Mi sentivo imprendibile, potevo cambiare le partite in un attimo", ha raccontato, ricordando con orgoglio la tripletta realizzata contro la Juventus, un exploit che gli valse addirittura tre settimane di cene gratis in città. Quella parentesi viola, seppur breve, rappresenta per lui un periodo di massima espressione, al pari della metà della sua esperienza al Villarreal, tra il 2011 e il 2012, quando raggiunse l'apice della forma fisica e tecnica.
Firenze, però, ha un posto speciale nel suo cuore. È qui che ha trovato la forza di ripartire dopo gli infortuni, dimostrando una resilienza che lo ha reso un esempio per molti. "Sono grato per quello che ho vissuto e molto fiero per come sono riuscito a ripartire sempre, anche dai momenti più brutti", ha dichiarato, sottolineando come la città toscana sia stata fondamentale nel suo percorso umano e sportivo.
Il "Pepito Day" non sarà solo un'occasione per celebrare il passato, ma anche per guardare al futuro. Rossi, infatti, non esclude di rimanere nel mondo del calcio, magari in un ruolo diverso da quello di giocatore. Intanto, il prossimo 22 marzo, i tifosi potranno rivivere alcuni dei suoi gol più iconici, come quello in cui, in una partita di fantasia tra ex calciatori, ha servito un assist perfetto a Batistuta, concludendo un'azione degna di un film




