Marquez detta legge ad Aragon: Sprint Race senza storia, Bezzecchi terzo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Sprint Race del Gran Premio di Aragon, tredicesimo appuntamento del Mondiale MotoGP 2026, ha regalato un copione già visto ma sempre affascinante quando in scena ci sono i fratelli Marquez. Sul circuito del MotorLand, sotto il sole spagnolo, è stato Marc Marquez a imporre la propria legge, vincendo la gara breve del sabato con una prestazione di forza che lascia poco spazio a interpretazioni.

Partito dalla seconda casella della griglia, il fuoriclasse di Cervera ha sfruttato una prima staccata perfetta per infilare il poleman Marco Bezzecchi, gestendo poi il vantaggio senza mai correre rischi fino alla bandiera a scacchi. Un avvio fulmineo che ha permesso allo spagnolo di mettere subito le cose in chiaro, dimostrando ancora una volta di essere il padrone assoluto di questo tracciato.

La mossa decisiva in curva uno e il ritmo impossibile di Marc

La chiave del successo per Marc Marquez è stata tutta racchiusa nei primi metri di gara. Dopo lo spegnimento del semaforo, Bezzecchi, in sella all'Aprilia e forte della pole position ottenuta con il nuovo record della pista, ha mantenuto il comando per un istante, ma già alla prima curva il nastro dell'azione si è tinto di rosso Ducati. Con una staccata chirurgica, il numero 93 ha scavalcato il rivale italiano, aprendo al contempo il varco per il fratello Alex che si è prontamente infilato al secondo posto.

Da quel momento, la gara ha preso un binario preciso: Marc ha iniziato a macinare giri sul 1'46" basso, scavando un solco incolmabile tra sé e gli inseguitori. Il divario, costantemente intorno al secondo, non ha mai dato la sensazione di poter essere colmato, con il campione del mondo in carica che ha amministrato il margine senza forzare, consapevole di avere il passo per controllare la situazione.

Alle sue spalle, Alex Marquez ha difeso la seconda posizione con autorità, mentre Bezzecchi, nonostante un tentativo di riavvicinamento a metà gara, ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio, confermando comunque un'ottima performance sulla sua Aprilia.

La bagarre per le posizioni e un record che entra nella storia

Dietro il trio di testa, la Sprint Race ha offerto spunti interessanti per la lotta che si preannuncia nel mondiale. Pedro Acosta, con la KTM, ha chiuso al quarto posto, approfittando di un errore di Jorge Martin nell'ultimo settore per superarlo e piazzarsi davanti al leader della classifica iridata. Un sorpasso che ha sottolineato il potenziale del giovane spagnolo e la difficoltà di Martin, quinto al traguardo, nel gestire la pressione di una gara così corta e nervosa.

Per Marc Marquez, questo trionfo rappresenta il terzo consecutivo nella Sprint di Aragon e il ventesimo nella storia del format, un record assoluto che lo porta a superare Jorge Martin, fermo a diciannove successi. Un primato che impreziosisce la sua giornata e che sottolinea la sua straordinaria capacità di esprimersi al meglio nelle gare brevi del sabato. Per la Ducati, inoltre, si tratta del settimo successo stagionale in una Sprint Race, un dato che conferma la bontà del progetto tecnico della Rossa.

Le indicazioni in ottica mondiale e il day after

Con questo risultato, la classifica piloti vede Jorge Martin sempre in testa con 245 punti, ma il suo vantaggio su Bezzecchi si è ridotto a 29 lunghezze, mentre Marc Marquez è ora terzo a quota 212, a meno di una vittoria di distacco. Il divario di 33 punti dal leader dell'Aprilia è un margine significativo ma non incolmabile, e la Sprint di Aragon ha lanciato un segnale chiaro: Marc Marquez è in piena lotta per il titolo e non intende concedere nulla.

Pecco Bagnaia, invece, ha vissuto una giornata da dimenticare, chiudendo in undicesima posizione e confermando le difficoltà incontrate durante tutto il weekend, un dato che pesa in ottica campionato. Ora l'attenzione si sposta sulla gara lunga di domenica, dove la gestione degli pneumatici e le strategie di gara potrebbero rivoluzionare le gerarchie viste in questo sabato.

Il MotorLand si conferma però il regno indiscusso di Marc Marquez, uno scenario dove la sua abilità nel leggere le traiettorie e imporre il proprio ritmo si trasforma in uno spettacolo di pura velocità, lasciando tutti gli altri a giocarsi le briciole.

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