La juventus under 20 si gioca la finale di coppa italia, verde e durmisi abbattono il parma nel recupero
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Redazione Sport
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Ci sono partite che sembrano stregate, bloccate in un equilibrio perfetto dove l’errore tecnico prevale sull’invenzione, e poi all’improvviso – quando il tempo sembra ormai scaduto – accade qualcosa che ribalta ogni previsione. La semifinale di Coppa Italia Primavera tra Juventus e Parma, giocata tra le mura amiche del “Vinovo”, è stata esattamente questo: un copione lungo settantotto minuti fatto di battaglie a centrocampo, di ripartenze spezzate e di un’inspiegabile difficoltà nel concretizzare la mole di gioco, salvo poi esplodere nel finale regalando emozioni pure agli addetti ai lavori presenti sugli spalti. A passare il turno sono stati i bianconeri di Simone Padoin, capaci di trovare la zampata decisiva quando i riflettori erano già puntati sui calci di rigore, grazie a un’autentica perla del difensore centrale Francesco Verde e al successivo sigillo dell’attaccante Arman Durmisi.
Un primo tempo di studio e legni che fanno tremare la retroguardia
L’avvio di gara ha visto la Juventus provare a imporre il proprio ritmo, costruendo la prima occasione già al quarto minuto con un destro di Vallana che non ha centrato lo specchio. La squadra ducale, però, non è certo rimasta a guardare, anzi, ha risposto colpo su colpo dimostrando tutto il valore di una truppa che naviga nelle zone alte del campionato. Il brivido più intenso del primo tempo, per i tifosi di casa, è arrivato al minuto 25: Mikolajewski ha calciato una punizione dal limite dell’area che si è stampata sulla traversa, un suono sinistro che ha riecheggiato per un attimo nello stadio prima che la sfera tornasse in gioco. Dall’altra parte, Durmisi ha avuto la chance del vantaggio al 12', ricevendo un cross invitante da Tiozzo, ma la sua conclusione è stata pasticciata e non sufficientemente potente per impensierire l’estremo difensore ospite. Proprio Tiozzo, pochi minuti dopo il legno del Parma, ha sfiorato a sua volta l’incrocio dei pali con un tiro-cross velenoso, suggellando una prima frazione di gioco combattuta ma incredibilmente sterile in termini realizzativi.
La ripresa e la gestione di Padoin: “Complimenti ai ragazzi, sfida complicatissima”
Al rientro in campo, la musica non è cambiata; la partita è rimasta bloccata su quei binari di grande agonismo ma poca lucidità sotto porta. Mister Padoin, ex centrocampista di esperienza, ha osservato i suoi ragazzi faticare nel costruire trame fluide, tanto che al 56' ha deciso di inserire Merola per dare nuova linfa all’attacco. L’occasione più limpida del secondo tempo, prima dei fuochi d’artificio finali, è capitata sui piedi di Makiobo al minuto 76: il suo destro potente e preciso sembrava destinato all’angolino, ma il portiere del Parma Astaldi è stato straordinario nel deviare in angolo con un tuffo felino. Al termine del match, lo stesso Padoin ha parlato ai microfoni ufficiali descrivendo la complessità dell’impegno: l’ha presentata ai ragazzi come una sfida importantissima contro una squadra fortissima, specificando che, nonostante il Parma occupi la seconda posizione in classifica, è la Fiorentina ad aver dimostrato di essere la più forte del campionato, il che conferisce ancora più valore alla prestazione dei suoi giocatori. Un’analisi lucida che sottolinea come la vittoria sia arrivata più dalla testa e dalla resilienza che non da una schiacciante superiorità tecnica.
La doppia folgorazione: Verde inventa dal limite e Durmisi chiude i conti
Quando l’orologio segnava l’89', e con esso la prospettiva di dover risolvere tutto dal dischetto, Francesco Verde – che di mestiere fa il difensore centrale – ha deciso di prendersi la scena. Ha controllato il pallone sul limite dell’area, ha accomodato la sfera sul destro e ha disegnato una traiettoria perfetta, un bolide a giro che si è andato a infilare sotto l’incrocio dei pali, lasciando il portiere del Parma immobile e senza alcuna possibilità d’intervento. Non contenti, i bianconeri hanno insistito e nel recupero, precisamente al 95', hanno confezionato il raddoppio: Keutgen, subentrato nei minuti finali, ha servito un assist al bacio per Durmisi che, trasformato in centravanti d’area di rigore, si è girato e ha scaraventato il pallone in fondo al sacco, chiudendo definitivamente la pratica. Una doppia frustrata letale che ha spezzato la resistenza del Parma, capace di tenere botta per quasi tutto l’incontro ma incappata in un black-out fatale quando la stanchezza mentale ha preso il sopravvento.
Un percorso netto verso l’atto finale contro l’Atalanta
Con questo 2-0 maturato nei minuti di recupero, la Juventus Under 20 ha dunque staccato il pass per la finalissima, confermando un percorso in Coppa Italia fin qui caratterizzato da grande carattere. Nelle fasi precedenti della competizione, la squadra aveva già eliminato l’Inter nei quarti di finale, un ostacolo tutt’altro che semplice che aveva dato ulteriore consapevolezza ai giovani bianconeri. Ora l’appuntamento è con l’Atalanta, la squadra orobica storicamente prolifica nei vivai, che aspetterà la Vecchia Signora per contendersi il trofeo. Quello che resta di questa semifinale, al di là del risultato, è la fotografia di un gruppo che non molla mai: neanche quando la partita sembrava stregata e le occasioni sprecate si accumulavano, c’è sempre stato qualcuno pronto a prendersi la responsabilità di cambiare il destino della contesa.




