Vasco Rossi, dottorato honoris causa e stoccata alla destra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Vasco Rossi ha ricevuto il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione dall'Università di Salerno, durante una cerimonia che si è svolta mercoledì 7 ottobre 2026 nel campus di Fisciano. Il cantautore ha tenuto una lectio magistralis dedicata al rapporto tra musica, società e libertà individuale, riservando anche una critica esplicita alla destra italiana. Nel suo intervento ha contestato l'idea che essere liberi significhi poter agire senza preoccuparsi delle conseguenze sugli altri, richiamando il valore della responsabilità personale.
Il riconoscimento dell'Università di Salerno e la lectio magistralis
La motivazione del conferimento sottolinea la capacità dell'artista di interpretare, in oltre quarant'anni di carriera, trasformazioni sociali, sensibilità e inquietudini di generazioni diverse. Le sue canzoni hanno costruito un linguaggio riconoscibile e un rapporto con il pubblico che, nella valutazione dell'Ateneo, ha assunto un significato culturale e comunicativo ben più ampio dell'attività musicale. Il rettore Virgilio D'Antonio ha evidenziato come il percorso del cantante abbia contribuito non soltanto a raccontare il proprio tempo, ma anche a definirne linguaggi e forme di relazione. Il valore attribuito alla sua produzione riguarda quindi anche la possibilità di studiare, attraverso la musica popolare, i meccanismi della comunicazione contemporanea.
Accolto nell'aula magna Vincenzo Buonocore sulle note di «Vado al massimo», il rocker di Zocca ha affrontato il riconoscimento con la consueta ironia. Ha confessato di non essersi aspettato un titolo accademico di questo genere e ha scherzato sulla possibilità di intraprendere una carriera nell'insegnamento. «Potrei anche insegnare», ha osservato, rassicurando però i suoi detrattori che continuerà a fare concerti. Dietro la battuta, una riflessione sulla responsabilità di essere diventato un personaggio pubblico, senza rinunciare alla propria identità per compiacere gli altri. La sua esperienza artistica, ha spiegato, nasce dalla trasformazione di dubbi, fragilità, rabbia e desideri in canzoni che, una volta pubblicate, appartengono anche a chi le ascolta.
La critica alla destra e il significato della libertà
Il passaggio più direttamente politico della lezione ha riguardato il significato della libertà. Il cantante ha respinto l'interpretazione secondo cui l'autonomia individuale coinciderebbe con il diritto di ignorare le esigenze altrui, prendendo di mira i «maître à penser della destra italiana». Ha quindi criticato l'atteggiamento di chi riduce la libertà alla possibilità di fare semplicemente ciò che vuole, arrivando a suggerire polemicamente che qualcuno dovrebbe tornare a scuola, perfino alle elementari o alle medie. Un riferimento che ha inserito nella sua riflessione sulla tolleranza, sull'inclusione e sulla necessità di riconoscere il rapporto tra diritti personali e bisogni collettivi.
Nel ragionamento del musicista, la politica non coincide esclusivamente con elezioni, partiti e istituzioni. Riguarda anche le scelte attraverso le quali una società decide chi ascoltare, proteggere, sostenere oppure lasciare ai margini. La musica può intervenire in questo ambito senza trasformarsi in propaganda: una canzone non sostituisce l'impegno civile né le decisioni concrete, ma può rendere riconoscibile un disagio e contribuire a farne comprendere la dimensione sociale. Rossi ha descritto i propri brani come una forma di resistenza al conformismo, alle banalità e alle menzogne, distinguendo la funzione dell'espressione artistica da quella di un comizio politico.
Il valore delle parole, dello studio e della conoscenza
Un'altra parte della lectio magistralis è stata dedicata alla responsabilità di chi comunica. Nell'epoca dei social network e degli algoritmi, ha osservato l'artista, la possibilità di intervenire continuamente nel dibattito pubblico non garantisce una maggiore chiarezza. Le parole possono alimentare sfiducia e ostilità oppure favorire il confronto, mentre la moltiplicazione dei messaggi rischia di lasciare sempre meno spazio all'ascolto. Il cantante ha richiamato la propria ricerca di un linguaggio diretto, capace di raccontare anche la vulnerabilità senza presentarla come qualcosa di cui vergognarsi. Ha inoltre ricordato come la musica raggiunga persone che difficilmente leggerebbero un editoriale o seguirebbero un dibattito politico.
Particolarmente significativa è stata la reazione del rocker alla notizia che il conferimento del titolo fosse stato approvato all'unanimità. Abituato a essere considerato un personaggio divisivo, si è detto sorpreso dall'assenza di voti contrari e ha ricordato le polemiche che in passato lo avevano coinvolto, compresa quella relativa a presunte offese al Sud. Ha ringraziato i docenti per aver superato etichette e pregiudizi, attribuendo proprio alla formazione culturale la capacità di mettere in discussione convinzioni radicate. «Lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall'ignoranza e dai pregiudizi», ha affermato rivolgendosi ai presenti.
Per il cantautore si tratta del secondo riconoscimento accademico honoris causa, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione ricevuta dalla IULM di Milano nel 2005. Il nuovo titolo è arrivato in una città alla quale è legato anche da ricordi personali: vi giunse per la prima volta nel 1978 per il servizio militare, dal quale venne successivamente congedato. Durante la cerimonia ha ricordato anche il suo ritorno alcuni anni dopo, quando nacque il legame con Stefania Trucillo, madre del suo primogenito Davide. All'organizzazione dell'evento hanno partecipato Carla Pedicino, presidente del Consiglio didattico di Scienze Politiche, e Filippo Fimiani, coordinatore del collegio dei docenti del dottorato, che ha dedicato la propria prolusione al linguaggio narrativo delle canzoni dell'artista.
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