Alstom interrompe lo sviluppo dei treni a idrogeno, ma garantisce gli ordini per l'Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La multinazionale francese Alstom ha deciso di sospendere le attività di sviluppo dedicate ai treni a idrogeno, chiudendo la divisione specifica che se ne occupava, a causa della mancanza di fondi pubblici. Questa scelta, che segna una battuta d'arresto significativa per la mobilità green su rotaia, è stata comunicata alla stampa d'Oltralpe, sottolineando come, nonostante la fine della ricerca, verranno onorati tutti gli impegni contrattuali già sottoscritti. Tra questi, assume particolare rilievo per il contesto italiano la commessa del novembre 2020 stipulata con Fnm, la quale prevede la fornitura a Trenord di sei convogli a celle a combustibile, con un'opzione per altri otto, nell'ambito del progetto H2iseO Hydrogen Valley che interessa la linea Brescia-Iseo-Edolo.

Le rassicurazioni sul caso italiano

La notizia, varcando i confini nazionali, ha immediatamente generato un dibattito in Italia, dove il tema della transizione ecologica nel trasporto ferroviario è particolarmente sentito. Europa Verde, com'è noto, ha espresso forti perplessità sulla scelta di puntare su questa tecnologia, definendo tutto "in salita" dopo l'annuncio di Alstom. L'azienda francese, però, è prontamente intervenuta per chiarire la propria posizione, rilasciando una dichiarazione ufficiale nella quale smentisce qualsiasi impatto negativo sul progetto italiano. "Lo stop francese", si legge nella nota, "non ha alcuna ricaduta sulle consegne previste per Trenord", cercando così di dissolvere i timori sorti negli ultimi giorni.

Il contesto più ampio della decisione

La mossa di Alstom si inserisce in un quadro europeo complesso, segnato dall'interruzione dei finanziamenti pubblici francesi per i progetti IPCEI sull'idrogeno. Senza il sostegno statale, considerato vitale per portare avanti una tecnologia ancora in fase di maturazione e dagli investimenti onerosi, il colosso ferroviario ha dovuto operare una scelta di razionalizzazione. Ciò nonostante, l'azienda continua a vedere nell'idrogeno, per il mercato italiano, un'opportunità concreta per compiere un grande passo avanti, rappresentando un'alternativa valida – e a zero emissioni – ai treni diesel che ancora percorrono tratte non elettrificate.

Il futuro della tecnologia in Italia

Sebbene lo sviluppo centralizzato sia stato fermato, gli impegni presi in precedenza procedono secondo i piani stabiliti, dimostrando come l'idrogeno mantenga un suo spazio definito in specifiche nicchie di applicazione. La consegna dei primi convogli per la Valcamonica rimane, quindi, un appuntamento atteso e cruciale per valutare l'efficacia e l'affidabilità di questa soluzione tecnologica in un contesto reale e operativo. Molti, del resto, osservano con interesse questo progetto pilota, che potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi nonostante le difficoltà incontrate a livello corporativo.

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