Alstom, stop ai treni a idrogeno in Francia. E in Lombardia?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia francese sulla mobilità ferroviaria a idrogeno subisce una brusca frenata, con il governo di Parigi che ha drasticamente ridotto i fondi pubblici destinati allo sviluppo di questa tecnologia. La decisione, che interessa i finanziamenti derivanti dal piano europeo Hy2Tech – il quale rientra nel quadro degli “Importanti Progetti di Comune Interesse” – ha spinto il colosso Alstom a sospendere le relative attività di sviluppo in patria, andando addirittura a chiudere la divisione specializzata, denominata Alstom Hydrogène. Una mossa che, se da un lato segna una battuta d'arresto significativa per le ambizioni transalpine, dall'altro non compromette gli impegni già assunti con i clienti, che l'azienda si è affrettata a garantire verranno onorati. Tra questi, assume un rilievo particolare, per le ricadute sul territorio italiano, l'ordine in essere per la Lombardia.

La posizione ufficiale di Alstom sul mercato italiano

In seguito alle voci circolate, Alstom ha fatto pervenire una nota ufficiale per chiarire la propria posizione riguardo al mercato italiano, dove i progetti sull'idrogeno, a suo dire, "proseguiranno". L'azienda, che aveva già sottolineato in passato come lo sviluppo di questa tecnologia rappresenti "un grande passo avanti nel settore ferroviario", continua a vedere nell'idrogeno una "valida alternativa ai treni diesel", in grado di contribuire a rendere la mobilità su rotaia "sempre più verde". Questo impegno dichiarato si traduce concretamente nel rispetto degli accordi già siglati, i quali, nonostante il vento contrario che soffia dalla Francia, non verranno rimessi in discussione, dimostrando una volontà di procedere su un binario già tracciato.

Le critiche politiche e il caso Trenord

La notizia della sospensione delle attività in Francia non è passata inosservata nel panorama politico italiano, dove Europa Verde ha colto l'occasione per rilanciare le proprie critiche alla scelta operata da Trenord e dalla Regione Lombardia di investire proprio sui treni a idrogeno. Il partito, in un comunicato stampa, ha definito quella tecnologia "sempre più sbagliata, costosa ed inefficiente", citando la stampa d'Oltralpe che in questi giorni avrebbe parlato dello "scoppio della bolla dell'Idrogeno". Secondo questa visione, i treni a idrogeno rischierebbero di diventare "una tecnologia obsoleta ancor prima di svilupparsi", un monito che getta un'ombra di dubbio sulla lungimiranza degli investimenti in corso.

Il progetto H2iseO e gli ordini confermati

Nonostante il clima di incertezza generato dalle mosse francesi, Alstom ha tenuto a precisare che tutti gli ordini in corso saranno rispettati. Tra questi figura in modo prominente la commessa del novembre 2020, stipulata per conto di Fnm, che prevede la fornitura a Trenord di sei convogli a celle a combustibile a idrogeno. L'accordo, che include anche un'opzione per ulteriori otto unità, si inserisce nell'ambito del più vasto progetto «H2iseO Hydrogen Valley», un'iniziativa che mira a creare una valle dell'idrogeno in Italia. La continuità di questo specifico fornitore, quindi, sembra al momento garantita, segnando una netta divergenza tra le sorti dello sviluppo tecnologico in Francia e l'implementazione pratica di quanto già commissionato in Lombardia.

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