La prima bandiera italiana del 2026 sventola a Hong Kong: la firmano Sonego e Musetti
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Redazione Sport
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La prima vittoria italiana del 2026 arriva così: in due, insieme, contro tutto. Non con l’urlo solitario del singolare, ma con l’abbraccio complice del doppio. A Hong Kong, sul cemento che non perdona distrazioni né fragilità, Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego scrivono il primo capitolo vincente dell’anno azzurro, conquistando il Titolo ATP battendo in finale Andrey Rublev e Karen Khachanov al super tie-break con il punteggio di 6-4, 2-6, 10-1. Un trionfo, il loro, che assume i contorni di una riscossa immediata e collettiva, dopo che Musetti, poche ore prima, aveva visto sfumare l’agognato trofeo nel singolare.
La delusione individuale trasformata in energia
Il toscano, già certo di diventare il numero cinque del ranking mondiale, era infatti uscito sconfitto dalla finale contro il kazako Aleksandr Bublik per 7-6(2), 6-3, in un match condizionato anche da un fastidio al braccio che ne ha limitato l’espressività. Quella sconfitta, la sesta in una finale ATP in carriera, avrebbe potuto lasciare un retrogusto amaro, ma i due Lorenzo – senza concedersi pause – hanno preferito ribaltare il copione, trovando nel compagno la forza che, da soli, in quel preciso giorno, poteva apparire evanescente.
Un percorso a due per chiudere un cerchio
Il successo, maturato in un’ora e diciotto minuti di gioco, ha un sapore particolare perché arriva dopo due finali perse in coppia in passato, a Doha e Cincinnati, chiudendo quindi un cerchio rimasto a lungo aperto. Contro una coppia russa di altissimo rango, gli azzurri hanno saputo gestire la tensione del momento decisivo, dominando il tie-break conclusivo in modo netto, quasi perentorio, a dimostrazione di una compattezza mentale e tecnica che ha fatto la differenza. Qualcuno, osservando il punteggio del terzo set, potrebbe parlare di un crollo degli avversari; chi ha seguito la partita, invece, riconosce la capacità degli italiani di alzare il rendimento quando più serviva.
Il valore di un inizio che non è solo simbolico
Questo titolo, per quanto appartenente a una categoria ATP 250, non è un mero trofeo di consolazione, bensì un importante segnale di squadra che proviene dall’inizio della stagione. Mostra, in un gioco come il tennis spesso percepito come individuale, come la collaborazione e la capacità di reagire a una delusione possano generare risultati di prestigio. La bandiera italiana che sventola a Hong Kong, quindi, porta le firme di entrambi: di Sonego, sempre grintoso e determinato, e di un Musetti che ha saputo mettere da parte la frustrazione per donare al paese un successo condiviso, il primo di un anno che si apre sotto i migliori auspici per il movimento tennistico azzurro.




