Giornata mondiale del donatore di sangue, l’appello: serve più plasma
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Redazione Interno
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La Giornata mondiale del donatore di sangue riporta al centro dell’attenzione il valore concreto della donazione e la necessità di rafforzare la raccolta di plasma, una risorsa che continua a rappresentare un punto critico per il sistema sanitario. In diverse realtà italiane la ricorrenza è stata accompagnata da iniziative, testimonianze e appelli rivolti ai cittadini, con l’obiettivo di ricordare che donare sangue e plasma significa contribuire direttamente a cure e terapie indispensabili. Il tema assume un peso particolare durante il periodo estivo, quando il fabbisogno di scorte aumenta e la continuità delle donazioni diventa essenziale per garantire l’attività degli ospedali.
Tra le iniziative organizzate per l’occasione c’è quella promossa all’ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta, dove una domenica dedicata alla cultura del dono è stata realizzata in collaborazione con i volontari di Avis, Croce Rossa, Fidas e Fratres. Il messaggio è stato affidato all’esperienza diretta dei donatori, chiamati a testimoniare in prima persona il significato di un gesto che mette a disposizione qualcosa di prezioso come il sangue per salvare la vita di altre persone. L’iniziativa ha evidenziato anche il valore civile della donazione, presentata come una forma concreta di partecipazione e responsabilità verso la collettività.
Le scorte estive e la situazione tra le regioni
Con l’arrivo dell’estate cresce tradizionalmente l’attenzione verso le scorte disponibili. In Puglia, nel 2025, la donazione di sangue intero ha mantenuto un andamento stabile, un risultato che consente di garantire una sostanziale autosufficienza. Il dato assume rilievo proprio in una fase dell’anno in cui il sistema trasfusionale deve affrontare una domanda costante e la necessità di assicurare la disponibilità di sangue per interventi, emergenze e trattamenti sanitari. La stabilità registrata rappresenta quindi un elemento importante per la tenuta del sistema regionale.
Il quadro non è però uniforme su tutto il territorio nazionale. Nel Lazio, in occasione della stessa giornata dedicata ai donatori, è stato evidenziato un deficit che continua a pesare sull’organizzazione sanitaria regionale. Nonostante la partecipazione di migliaia di cittadini, la regione non ha ancora raggiunto l’autosufficienza e resta dipendente dalla solidarietà proveniente da altri territori per sostenere le necessità quotidiane legate alle terapie e agli interventi chirurgici. La mancanza di circa 16mila unità di sangue all’anno conferma una situazione che richiede un costante impegno nella sensibilizzazione e nella raccolta.
Il nodo plasma e la crescita della domanda
Accanto alla raccolta di sangue intero emerge con forza il tema del plasma. In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, le sezioni provinciali veronesi di Avis, Fidas e Asfa hanno rilanciato un appello chiaro: servono più donazioni di plasma. Le associazioni hanno richiamato l’attenzione su un dato considerato ancora critico, perché in Italia la raccolta copre soltanto il 59% del fabbisogno nazionale. La quota restante, pari al 41%, deve essere acquistata sul mercato internazionale, una dipendenza che continua a rappresentare una sfida per il sistema sanitario e per la programmazione delle cure.
La centralità del plasma emerge anche dai numeri più recenti. Nel 2025 è stato registrato un record storico con 919,7 tonnellate raccolte, un risultato che testimonia la crescita dell’impegno dei donatori e delle strutture coinvolte nella raccolta. Allo stesso tempo, però, la domanda di farmaci plasmaderivati è aumentata del 57% nell’arco di dieci anni, rendendo più complesso il percorso verso una piena autosufficienza nazionale. La crescita della richiesta di questi prodotti continua infatti a procedere a un ritmo elevato, alimentando la necessità di incrementare ulteriormente le donazioni.
Nel richiamare l’attenzione sull’importanza della raccolta, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha sottolineato che donare sangue e plasma significa garantire cure essenziali a migliaia di pazienti che dipendono ogni giorno da terapie salvavita. Lo stesso intervento ha evidenziato come il plasma debba essere considerato un farmaco e, in quanto tale, richieda adeguati strumenti regolatori. Il messaggio lanciato durante la Giornata mondiale del donatore di sangue rafforza quindi un concetto condiviso da associazioni e operatori del settore: mantenere elevate le donazioni è fondamentale, ma per il plasma resta ancora aperta la sfida dell’autosufficienza.




