Ryanair avverte: voli più cari fino al 20% nel 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I prezzi dei voli in Europa potrebbero aumentare fino al 20% nel 2027, spinti soprattutto dal rincaro del carburante e dalla riduzione dei posti disponibili sugli aerei. A lanciare l'allarme è Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, che durante una conferenza stampa a Bruxelles del 20 ottobre 2026 ha previsto un aumento delle tariffe compreso tra il 10% e il 20% nei successivi dodici mesi. Secondo il manager, il settore potrebbe affrontare il maggiore rincaro dei biglietti aerei della sua storia europea. Si tratta di una previsione, non di un aumento già deciso dalla compagnia, che riguarda il mercato del trasporto aereo nel suo complesso.

Il caro carburante mette sotto pressione le compagnie aeree

Il principale fattore di aumento dei costi è il cherosene utilizzato dagli aerei, il cui prezzo è cresciuto sensibilmente a causa della guerra con l'Iran e delle difficoltà nelle forniture energetiche. Il conflitto ha provocato forti tensioni sul mercato petrolifero, con conseguenze particolarmente pesanti per i vettori che acquistano carburante ai prezzi correnti. Secondo il monitoraggio dell'International Air Transport Association, nella settimana terminata il 16 ottobre il prezzo medio del carburante per aerei in Europa e nell'area della Comunità degli Stati Indipendenti ha raggiunto 207,61 dollari al barile, quasi il 128% in più rispetto a un anno prima. Un incremento che incide direttamente sui costi operativi e riduce i margini delle compagnie.

Per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi, le compagnie aeree utilizzano contratti di copertura finanziaria, conosciuti come hedging, che consentono di fissare in anticipo il costo di una parte del carburante necessario. Questo sistema permette di limitare gli effetti immediati degli aumenti, ma offre una protezione soltanto per il periodo e per le quantità concordate. Quando i contratti scadono, gli operatori devono acquistare nuove forniture alle condizioni di mercato. La differenza tra il prezzo precedentemente bloccato e quello richiesto dai nuovi accordi può determinare un aumento consistente delle spese, che le compagnie cercano di recuperare anche attraverso le tariffe applicate ai passeggeri.

Le coperture di Ryanair e il rischio di rincari dal 2027

La compagnia irlandese ha acquistato in anticipo circa l'80% del proprio fabbisogno di carburante per l'esercizio finanziario che termina a marzo 2027, fissando un prezzo vicino a 67 dollari al barile. La situazione cambia sensibilmente per l'esercizio successivo, quando la quota già coperta scende al 15%, a un prezzo di circa 85 dollari. Per la parte non protetta, il vettore risulta quindi molto più esposto alle quotazioni del mercato, che al momento delle dichiarazioni dell'amministratore delegato erano approssimativamente doppie rispetto al costo concordato nei nuovi contratti. Da aprile, anche numerosi altri operatori europei avranno una protezione finanziaria molto più limitata rispetto a quella utilizzata durante l'anno precedente.

L'aumento del costo del carburante non è l'unico elemento indicato dal vertice del gruppo. Un'altra pressione sui prezzi potrebbe arrivare dalla diminuzione dell'offerta di posti, conseguenza delle difficoltà economiche di alcune compagnie e dei processi di acquisizione e concentrazione del settore. Fallimenti e operazioni societarie possono ridurre il numero dei voli commercializzati su determinate rotte, mentre una minore disponibilità di biglietti limita la concorrenza tra gli operatori. Le tariffe effettivamente pagate dai passeggeri dipendono anche dalla tratta, dal periodo di viaggio e dalla disponibilità di posti al momento della prenotazione. La stima diffusa dal manager non rappresenta quindi un rincaro uniforme applicato a ogni collegamento.

Tagli ai collegamenti in Belgio e nuove tasse sui voli

Durante l'incontro con la stampa nella capitale belga, Ryanair ha annunciato anche la cancellazione di 20 rotte e la riduzione di oltre un milione di posti dal proprio programma invernale in Belgio. La decisione è stata collegata all'aumento della tassa nazionale sui viaggi aerei, destinata a passare da 2 a 7 euro nel gennaio successivo. La società ha inoltre previsto il trasferimento di sei aeromobili verso altri mercati europei caratterizzati da costi operativi inferiori. L'intervento sulle rotte belghe costituisce una misura commerciale distinta dalle previsioni sul prezzo del carburante, legata direttamente alla fiscalità applicata al trasporto aereo nel Paese.

Nel corso della stessa conferenza, O'Leary ha affrontato anche il programma di rinnovo della flotta, esprimendo fiducia nella certificazione statunitense del Boeing 737 MAX 10 entro la fine di ottobre. Il completamento della procedura consentirebbe alla compagnia di ricevere 16 nuovi velivoli nei primi mesi dell'anno successivo. Il processo di approvazione del modello aveva subito ritardi anche per problemi relativi al software di navigazione, che avevano richiesto ulteriori verifiche da parte delle autorità aeronautiche americane.

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