Incidente a Nettuno, lo schianto tra due moto e un’auto: muore Vincenzo Zinna, grave il figlio 17enne

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è consumata in un battito di ciglia, lungo l’asfalto della provinciale 23b, quella tragedia che ha spezzato l’esistenza di una famiglia intera. Era il tardo pomeriggio del 2 maggio quando due moto e un’autovettura si sono scontrate all’altezza della rotatoria di Piscina Cardillo, a Nettuno, in un impatto che non ha lasciato scampo a Vincenzo Zinna, 46 anni, deceduto sul colpo a causa dei traumi riportati. Al suo fianco, in sella a un mezzo più piccolo, viaggiava il figlio diciassettenne – che sarebbe poi finito contro il muro di recinzione di una villetta – e che ora si trova ricoverato in ospedale in condizioni ritenute gravi dai sanitari.

La ricostruzione fornita dai carabinieri della compagnia di Anzio, supportata dai rilievi della stazione locale, descrive una dinamica tanto violenta quanto, purtroppo, classica per le strade del litorale. Padre e figlio, rispettivamente in sella a una potente Honda 1000 e a un’Aprilia 125, procedevano affiancati dopo aver superato la rotonda. È in quel frangente che un’auto, proveniente dal senso di marcia opposto e intenta a effettuare una svolta verso via Taormina, li ha tagliati la strada. La grosso cilindrata guidata da Zinna ha centrato la parte anteriore del veicolo; per lui il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Il diciassettenne, invece, sbalzato dalla sella per una trentina di metri, ha riportato fratture multiple che hanno reso necessario il trasporto d’urgenza in ospedale.

La giornata in pista e il rientro verso casa

A rendere ancor più amaro il retrogusto di questa vicenda – come emerge dalle prime testimonianze raccolte nell’ambiente dei centauri – è il contesto familiare che precedeva lo schianto. Vincenzo Zinna, residente a Lavinio, aveva trasformato la sua passione per le due ruote in un’occasione di condivisione con i figli, tanto che nella mattinata di sabato si era recato con loro al circuito “Sagittario” di Latina per delle prove. Una situazione di normalità, quella della gita domenicale (sebbene fosse sabato) che proprio grazie alla passione per il motore cementava il legame tra padre e ragazzi. Durante il tragitto di ritorno, mentre un altro figlio aveva proseguito dritto verso casa, Vincenzo e il diciassettenne si erano fermati a fare rifornimento. Pochi istanti dopo, lungo via della Campana, si è concretizzata la fatale collisione con l’utilitaria che girava a sinistra.

L’indagine sulla manovra di svolta

I militari dell’Arma hanno provveduto al sequestro di tutti i mezzi coinvolti – le due moto e l’auto – per consentire gli accertamenti tecnici del caso. L’attenzione degli investigatori, vista la dinamica riferita da alcuni testimoni oculari, si concentra principalmente sulla tempistica della manovra di svolta effettuata dall’automobilista. Non è chiaro se chi era al volante abbia iniziato la curva senza segnalare la manovra o se i due centauri, magari distratti dalla guida in formazione, non abbiano avuto il tempo necessario per azionare i freni. Al momento, le autorità stanno vagliando ogni ipotesi, inclusa quella di un errore umano concorrente, anche se la priorità assoluta rimane l’acquisizione di eventuali filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per avere una ricostruzione oggettiva dello schianto.

Il calvario del diciassettenne

Mentre la salma del 46enne è stata restituita alla famiglia per i riti funebri – la notizia ha gettato nello sconforto le comunità di Lavinio e Nettuno – il figlio superstite continua la sua battaglia tra lenzuola bianche e macchinari clinici. Trasportato in eliambulanza verso un nosocomio della capitale, il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ridurre le fratture e riparare i danni interni causati dall’impatto contro il muretto. I medici mantengono una prognosi riservata, vigilando costantemente sulle sue funzioni vitali, mentre la madre e il fratello, sopravvissuti all’urto psicologico della perdita, trascorrono le ore in ospedale nel tentativo di offrirgli una parola di conforto non appena riprenderà conoscenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.