Morte della neonata dopo il parto a Canicattì, la Procura di Agrigento apre un’inchiesta e dispone l’autopsia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce sulla morte di una neonata, deceduta poche ore dopo la nascita all’ospedale Umberto I di Enna, dove era stata trasferita d’urgenza dal reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Un evento drammatico, consumatosi nell’arco di poche ore e sul quale ora gli inquirenti cercano risposte certe, partendo dall’acquisizione di tutta la documentazione sanitaria e dall’esame autoptico sulla salma della piccola. La vicenda, che ha sconvolto i genitori, una coppia residente a Ravanusa, ruota attorno a un parto inizialmente considerato nella norma, ma che ha preso una piega tragica e inaspettata.

Secondo le prime ricostruzioni, che pure necessitano di conferme dagli accertamenti in corso, la nascita era avvenuta senza apparenti complicazioni, e nulla lasciava presagire l’improvviso aggravamento delle condizioni cliniche della bimba. È stato quel peggioramento, subentrato a distanza di poche ore, a rendere necessario il trasferimento d’urgenza verso la struttura ennese, dove la neonata è giunta in condizioni già critiche, tanto che i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario si sono rivelati vani. Un fulmine a ciel sereno per una famiglia che dalla gioia per una nascita tanto attesa si è ritrovata precipitata in un dolore incommensurabile, quello per una perdita improvvisa e difficilmente comprensibile.

La denuncia dei genitori e il sequestro delle cartelle cliniche

Di fronte a questa tragedia, i genitori della piccola hanno scelto la strada della denuncia, affidando alla magistratura la richiesta di chiarezza e di verità sull’intera vicenda. Un atto dovuto, quello della querela, che ha portato all’inevitabile apertura di un procedimento penale, al momento formalmente contro ignoti, e all’attivazione dei protocolli investigativi previsti in questi casi. I pubblici ministeri hanno immediatamente disposto il sequestro delle cartelle cliniche relative alla neonata e alla madre, sia presso il punto nascita di Canicattì sia all’Umberto I di Enna, dove è avvenuto il decesso; un passaggio fondamentale, questo, per ricostruire ogni singola fase dell’assistenza, dalla nascita al trasferimento, fino agli ultimi, disperati tentativi di salvarle la vita.

L’autopsia per chiarire le cause del decesso

Parallelamente all’analisi della documentazione, la Procura ha disposto il sequestro della salma e nominato un perito per eseguire l’autopsia, un atto irrinunciabile quando si tratta di accertare le cause di un decesso così improvviso e in un contesto, come quello sanitario, in cui si profilano possibili responsabilità professionali. Sarà l’esame autoptico, nei prossimi giorni, a dover stabilire con precisione cosa abbia provocato il repentino e fatale aggravamento delle condizioni della neonata; solo gli accertamenti medico-legali potranno chiarire se la morte sia stata causata da complicanze imprevedibili e non diagnosticabili, oppure se vi siano stati elementi di criticità o eventuali ritardi nella gestione del caso che possano aver inciso sull’evoluzione della vicenda. Un lavoro complesso, quello che attende gli inquirenti e i consulenti tecnici, volto a dare una risposta definitiva a interrogativi lancinanti, che in questo momento rappresentano l’unica, magra consolazione per una famiglia distrutta.

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