Revolut, Storonsky: l'intelligenza artificiale guiderà acquisti e consulenza finanziaria
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Redazione Economia
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Revolut punta sull'intelligenza artificiale per ampliare i servizi offerti ai suoi circa 80 milioni di clienti, introducendo nuove funzionalità per gli acquisti online e la gestione degli investimenti. Lo ha spiegato il cofondatore e Ceo Nik Storonsky, intervistato da John Elkann, Ceo di Exor, durante il panel conclusivo di Wave alle Ogr di Torino.
«Aggiungeremo funzionalità per lo shopping», ha annunciato Storonsky, spiegando che i sistemi di IA saranno in grado di suggerire ai clienti quali prodotti acquistare e completare le transazioni utilizzando in modo sicuro le informazioni delle loro carte.
Un assistente personale per azioni e fondi
Revolut intende inoltre sviluppare assistenti finanziari personalizzati, capaci di offrire «analisi e consigli sulle proprie finanze, su quali azioni comprare, quali non comprare e quali fondi acquistare», diventando una sorta di assistente personale per la gestione del denaro e degli investimenti. Storonsky ha spiegato che la società punta su un'architettura aperta, nella quale gli agenti di intelligenza artificiale di Revolut potranno comunicare con quelli sviluppati da soggetti esterni, previa autorizzazione del cliente.
«Preferisco essere aperto e permettere ad altre aziende di collegarsi a noi attraverso MCP e agenti, piuttosto che creare un sistema chiuso», ha sottolineato. La prospettiva è quella di una piattaforma capace di accompagnare i clienti in diversi aspetti della vita quotidiana, attraverso servizi integrati e semplici da utilizzare.
L'ambizione di un gigante tecnologico europeo
L'obiettivo dichiarato è trasformare Revolut in una grande azienda tecnologica globale, ampliando la propria attività oltre i tradizionali servizi finanziari. «Mi piacerebbe che Revolut diventasse una grande azienda tecnologica globale, con un ruolo sempre più significativo nella vita delle persone», ha affermato Storonsky. «La sfida dei prossimi anni sarà continuare a costruire, sperimentare e innovare», ha aggiunto, con l'obiettivo di trasformare il gruppo in un'organizzazione molto più grande e diversificata rispetto a oggi.
Il fondatore di Revolut ha anche ripercorso le precedenti ondate di innovazione tecnologica, soffermandosi sulle criptovalute: «Da una parte era una grande tecnologia. Si può inviare denaro facilmente, quasi gratuitamente e istantaneamente». Ma le restrizioni imposte dai governi ne hanno limitato le potenzialità. «Ho sempre pensato che le criptovalute fossero una grande tecnologia, ma che la loro principale applicazione fosse la speculazione», ha aggiunto, indicando nell'intelligenza artificiale una trasformazione di portata ben più ampia per il futuro dei servizi finanziari.
Il quadro di Wave by Vento
L'intervento di Storonsky si è svolto durante l'ultima giornata di Wave by Vento, l'evento che ha chiuso alle Ogr di Torino con 10.000 partecipanti provenienti da 117 Paesi e oltre 200 speaker internazionali. La manifestazione, evoluzione dell'Italian Tech Week, ha riunito più di 3.200 aziende e organizzazioni. Tra gli ospiti John Elkann, Jony Ive, Tim Berners-Lee, Joe Tsai e Tony Xu.
Secondo i dati Dealroom presentati durante la conferenza, gli investimenti europei di venture capital procedono nel 2026 a un ritmo annualizzato di 89 miliardi di dollari e il valore complessivo delle aziende europee sostenute dal venture capital ha raggiunto i 4.400 miliardi. In Italia il valore delle società finanziate da venture capital e fondate nel Paese è arrivato a 85 miliardi, mentre gli investimenti procedono a un ritmo annualizzato di 1,8 miliardi di dollari.
Yoram Wijngaarde, fondatore e Ceo di Dealroom, ha indicato la possibilità che nei prossimi cinque anni l'ecosistema europeo sostenuto dal venture capital superi per valore la base industriale tradizionale del continente.
Gli obiettivi di Vento e la sfida europea
Nel corso della manifestazione, John Elkann ha indicato l'obiettivo di Vento, il fondo di venture capital early stage di Exor, di superare le mille imprese supportate nei prossimi dieci anni. «Siamo arrivati a 220 aziende, 3.000 posti di lavoro e 3 miliardi di valore. Siamo il 5% del valore del mercato delle startup in Italia», ha dichiarato Elkann, spiegando che le frontiere su cui Vento intende concentrarsi comprendono medicina, spazio ed energia.
Diyala D'Aveni, Ceo di Vento, ha sottolineato che «Wave è nata come una scommessa sull'Italia ed è diventata una scommessa sull'Europa», indicando l'obiettivo di mettere in contatto chi innova con capitali, clienti e realtà capaci di sostenerne la crescita. La manifestazione ha proposto 142 sessioni su quattro palchi, con 255 speaker e moderatori di 215 organizzazioni e 150 eventi collaterali in città.
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