Zelensky rivendica l’attacco con il missile Flamingo: colpito un impianto bellico russo a mille chilometri dal confine

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel corso dell’ultimo intervento pubblico, ha dichiarato che il proprio Paese ha centrato un impianto militare situato in territorio russo, a una distanza di mille chilometri dal confine, utilizzando un missile da crociera di produzione nazionale denominato “Flamingo”.

L’operazione – che rappresenta, secondo le fonti di Kiev, un’ulteriore dimostrazione delle capacità raggiunte dall’industria bellica ucraina – è stata confermata anche dalle autorità regionali della repubblica della Ciuvascia, le quali hanno ammesso che la città di Cheboksary è stata bersaglio di un attacco senza tuttavia fornire dettagli sulle eventuali vittime o sull’entità esatta dei danni.

Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano una densa colonna di fumo nero sollevarsi dall’area interessata, un elemento che lascia intendere la gravità del raid senza necessità di aggiungere particolari espliciti.

La pressione crescente sulla Russia secondo Merz e la posizione della Bulgaria

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, intervenendo a margine di una riunione sui dossier di sicurezza, ha osservato che la Russia si trova ormai “sempre più sotto pressione” sul piano militare ed economico, un’affermazione che trova riscontro nei continui attacchi con droni e missili contro obiettivi strategici all’interno della stessa Federazione. Da un’angolazione diversa, la Bulgaria ha invece comunicato l’intenzione di sospendere l’invio di armi all’Ucraina, una decisione che rischia di aprire un varco nella compattezza del sostegno europeo a Kiev.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha anticipato che “nelle prossime settimane” si terrà un vertice europeo ristretto a cinque paesi, senza però specificare quali leader ne prenderanno parte né i temi precisi all’ordine del giorno.

L’appello della Lettonia per un’unità antidrone dei paesi confinanti con la Russia

Il primo ministro lettone Andris Kulbergs, parlando nel corso del vertice dei paesi nordici e baltici tenutosi oggi a Tallinn, ha lanciato una proposta precisa: gli stati baltici e tutte le altre nazioni che confinano con la Russia dovrebbero costituire un’unità antidrone comune.

Kulbergs ha aggiunto – con una motivazione che affonda le radici nella sicurezza quotidiana dei confini orientali della Nato – che una simile unità si rende necessaria per contrastare i continui sconfinamenti di droni russi nei paesi baltici, nonché per innalzare il grado complessivo di protezione dell’intero fianco orientale. Secondo il premier lettone, la realizzazione di questo progetto dovrà avvenire obbligatoriamente con il contributo dell’Ucraina, considerata ormai una leader mondiale nella costruzione e nell’impiego dei droni sia a fini difensivi che offensivi.

Nuovi raid russi su Kharkiv e Odessa e l’incendio alla raffineria di Novokuibyshevsk

Le forze di Mosca hanno ripreso i bombardamenti notturni su Kharkiv e Odessa: il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleh Syniehubov, ha riferito che sulla prima città sono stati lanciati ventisei droni, mentre a Odessa un’abitazione è stata incendiata a causa di un bombardamento. Contemporaneamente, sul versante russo, un attacco con droni ha gravemente danneggiato la raffineria di Novokuibyshevsk, situata nella regione di Samara, un impianto considerato tra i più grandi dell’intera Federazione.

I media ucraini hanno inoltre riportato che i velivoli senza pilota hanno nuovamente colpito l’impianto di raffinazione sul Volga, segnando l’ennesimo episodio di una strategia che Kiev sta portando avanti ormai da mesi per colpire le infrastrutture energetiche e logistiche nemiche in profondità.

Lo stesso Zelensky ha rivendicato con orgoglio l’attacco a Cheboksary, sottolineando che il missile Flamingo – interamente progettato e costruito in Ucraina – ha dimostrato di poter raggiungere obiettivi situati a mille chilometri dal confine, un dato che modifica gli equilibri operativi del conflitto senza bisogno di ulteriori commenti.

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