Attacco russo su Odessa e Kiev, nuove vittime. La Nato accusa Mosca, polemiche per l'invito di un ministro russo al G20
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Una nuova, violenta offensiva russa si è abbattuta sulla città di Odessa, nel sud dell'Ucraina, con missili e droni che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche e civili, in quello che è stato definito come un "massiccio attacco" in una notte di bombardamenti che non ha risparmiato nemmeno la capitale Kiev, dove si sono registrate esplosioni e vittime.
L'escalation, che giunge mentre la diplomazia internazionale tenta di trovare spiragli per un dialogo, ha colpito duramente le strutture vitali del Paese, in un contesto di crescenti tensioni e accuse reciproche tra Mosca e l'Occidente.
La notte di bombardamenti su Odessa e Kiev: il bilancio delle vittime
La città portuale di Odessa è stata teatro di un'intensa attività bellica durante le ore notturne, quando le forze russe hanno lanciato un attacco combinato con droni e missili, concentrandosi in particolare sugli impianti energetici e sulla centrale termoelettrica, causando blackout e ingenti danni.
I bombardamenti, che secondo fonti locali avrebbero coinvolto anche i nuovi droni a reazione di fabbricazione russa, si inseriscono in una strategia più ampia che mira a indebolire le infrastrutture critiche del Paese in vista dell'inverno, con il governatore della regione che ha segnalato almeno un morto e diversi feriti.
Parallelamente, la capitale ucraina è stata nuovamente presa di mira da una serie di attacchi missilistici, con le esplosioni che hanno sconvolto la notte di Kiev e causato vittime tra la popolazione civile, in un'offensiva che il presidente Volodymyr Zelensky ha descritto come incessante, denunciando l'uso massiccio di droni da parte di Mosca. Solo nell'ultima settimana, ha dichiarato il leader ucraino, sarebbero stati lanciati quasi 1.500 droni di vario tipo, di cui circa 800 a reazione, i quali, grazie alla loro velocità di crociera doppia rispetto ai modelli precedenti, risultano particolarmente difficili da intercettare per le difese aeree ucraine.
Le accuse della Nato e la tensione diplomatica
Sul fronte diplomatico, le tensioni si sono ulteriormente inasprite con l'ambasciatore russo a Bruxelles, Denis Gonchar, che ha lanciato pesanti accuse contro l'Alleanza Atlantica, sostenendo che alcuni Paesi membri starebbero offrendo il proprio territorio, spazio marittimo e aereo per facilitare gli attacchi ucraini contro la Russia.
In un'intervista ai media russi, il diplomatico ha parlato senza mezzi termini di un supporto concreto agli attacchi terroristici di Kiev contro le infrastrutture civili e la popolazione della Federazione Russa, un'accusa che, sebbene non suffragata da prove, contribuisce ad alimentare la tensione e il clima di sfiducia tra le parti.
A complicare ulteriormente il quadro è la decisione dell'amministrazione Trump di estendere un invito al ministro delle Finanze russo Anton Siluanov per partecipare al vertice finanziario del G20, una mossa che ha suscitato polemiche e divisioni, in particolare tra i partner europei, i quali vedono con scetticismo il riavvicinamento a un regime responsabile dell'invasione dell'Ucraina.
La dinamica dei raid: nuovi droni e tecnologia in campo
La strategia militare russa sembra essersi evoluta, facendo ampio ricorso ai nuovi droni a reazione, che rappresentano un'evoluzione significativa rispetto ai modelli precedenti e che hanno mostrato una maggiore efficacia nel superare le difese aeree ucraine, come dimostrato anche dall'attacco di venerdì sera a Mila, vicino a Kiev, dove un deposito dell'esercito è stato colpito causando decine di vittime.
La velocità di crociera di questi nuovi velivoli, che si aggira tra i 320 e i 400 km/h, li rende più difficili da abbattere per gli intercettori economici ucraini, i quali faticano a tenere il passo con un bersaglio che vola a una velocità doppia rispetto ai modelli con motore a pistoni, ponendo nuove sfide alla difesa aerea del Paese.
Mentre le forze di Kiev hanno risposto con attacchi mirati sulle regioni russe di Orel e Rostov, nonché su un aeroporto militare a Yeysk e su un obiettivo nel Mar Nero, la situazione sul campo rimane estremamente fluida e il conflitto, giunto al suo quinto anno, sembra non conoscere tregua.
Il contesto internazionale e le prospettive di dialogo
In questo scenario di violenza, le speranze di una tregua appaiono sempre più flebili, nonostante il Cremlino non escluda del tutto un incontro trilaterale tra Putin, Trump e Zelensky, a patto che sia finalizzato esclusivamente a siglare un accordo e non a discutere le precondizioni. Le parole del portavoce presidenziale russo Peskov, che ha escluso la possibilità di un vertice nella fase attuale definendolo inutile, gettano un'ombra su qualsiasi tentativo di mediazione, mentre la Nato, con le accuse di Mosca, si trova ancora una volta al centro di un acceso dibattito internazionale.
La guerra, con i suoi tragici costi umani e materiali, continua a insanguinare l'Ucraina, con le città di Odessa e Kiev che pagano il prezzo più alto di una strategia militare che punta a spezzare la resistenza ucraina attraverso il terrore e la distruzione delle infrastrutture essenziali.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
