Caso Venier, Mailyn Castro Monsalvo trasferita in struttura protetta con la figlia
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Redazione Interno
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Mailyn Castro Monsalvo, accusata insieme a Lorena Venier dell’omicidio di Alessandro Venier, è stata trasferita in una struttura protetta per madri con figli piccoli. La decisione, che mantiene intatti i vincoli della carcerazione alternativa, mira a tutelare la bambina, rimasta al momento con la madre. Tuttavia, si stanno valutando opzioni di affido presso i parenti di Mailyn in Colombia, dove i genitori – «relativamente giovani e con una figlia adulta», come precisato dall’avvocato Federica Tosel – potrebbero farsi carico della minore. «La famiglia si sta organizzando per raggiungere l’Italia», ha aggiunto la difesa, «e contatteremo il Tribunale dei minori per eventuali procedure».
Intanto, lunedì sarà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo di Alessandro Venier, il 35enne ucciso e smembrato nella sua abitazione a Gemona del Friuli (Udine) lo scorso 25 luglio. All’esame parteciperà anche un perito nominato dalla difesa, mentre la Procura continua a investigare nella villetta dove avvenne il delitto, alla ricerca di riscontri alle dichiarazioni di Lorena Venier.
Gli arresti delle due donne, già convalidati, poggiano su una confessione che ricostruisce una dinamica agghiacciante: Mailyn, vittima di presunte violenze, avrebbe coinvolto la suocera nel piano per uccidere Alessandro, narcotizzandolo con una limonata dopata, somministrandogli insulina e infine strangolandolo. Lorena, nella deposizione al gip, ha parlato del timore di Mailyn di essere costretta a tornare in Colombia, aggiungendo dettagli macabri come l’acquisto di calce su Amazon per occultare il corpo.




