Concordato preventivo biennale, il Fisco “amico” delle partite IVA

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il concordato preventivo biennale, recentemente introdotto dal governo, si sta rivelando un boomerang per il Fisco “amico” delle partite IVA. L'invio di 700mila lettere da parte dell'Agenzia delle Entrate ai lavoratori autonomi con redditi inferiori ai 15mila euro ha scatenato polemiche tra professionisti, imprese e all'interno della stessa maggioranza di governo. Le divisioni tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non sembrano attenuarsi, con nuove scintille tra Matteo Salvini e Antonio Tajani anche sull'uso della Golden Power nel caso Unicredit-Bpm.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha criticato duramente l'invio delle lettere, definendole inquisitorie e inappropriate, soprattutto sotto Natale. Salvini ha dichiarato di non aver condiviso né il metodo né il merito di questo invio massivo di lettere a contribuenti che hanno pagato le tasse. Dall'altra parte, il governo punta sul concordato per rafforzare l’adempimento spontaneo, un meccanismo pensato per incentivare la trasparenza dei contribuenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Il concordato-bis, il grande patto tra il contribuente e il Fisco, offre un doppio vantaggio per milioni di partite IVA: tasse e controlli congelati per due anni. Tuttavia, in cambio, i contribuenti dovranno essere più trasparenti con l’Agenzia delle Entrate. La scadenza del concordato-bis è fissata per il 9 dicembre, e l'atmosfera si preannuncia tesa in vista del Consiglio dei ministri previsto per quella data.

Le tensioni all'interno della maggioranza di governo sono evidenti, con frizioni tra Salvini e il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, riguardo alle lettere inviate ai contribuenti. Leo ha difeso l'iniziativa, affermando che non c'è alcuna volontà di vessare i contribuenti, ma piuttosto di incentivare l'adempimento spontaneo.

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