Anthropic verso Wall Street: perdite per 42 miliardi e rischi estremi

Anthropic verso Wall Street: perdite per 42 miliardi e rischi estremi
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Anthropic si prepara allo sbarco a Wall Street con un prospetto che mette insieme due rischi di natura molto diversa: da una parte l’intelligenza artificiale avanzata, che secondo la società potrebbe arrivare a produrre conseguenze «catastrofiche o esistenziali per l’umanità», dall’altra una struttura finanziaria caratterizzata da costi enormi. La società californiana che sviluppa Claude ha registrato nel 2025 una perdita netta vicina a 42 miliardi di dollari. Il documento preparato per l’IPO offre così agli investitori una delle fotografie più dettagliate finora disponibili dell’economia necessaria per costruire e gestire modelli di IA di frontiera.

I numeri dietro la corsa di Anthropic verso la Borsa

La perdita netta comprende però componenti che rendono necessario distinguere il risultato finale dall’andamento operativo dell’azienda. Nell’esercizio passato i ricavi sono aumentati di circa dodici volte, raggiungendo quasi 4,6 miliardi di dollari, mentre la perdita operativa ha superato gli 8 miliardi. Una parte rilevante dello scarto rispetto al rosso netto deriva da svalutazioni di passività legate soprattutto a precedenti operazioni di raccolta di capitale. Le spese operative complessive hanno sfiorato i 13 miliardi, spinte anche dalla quantità di potenza di calcolo necessaria per sviluppare e utilizzare sistemi sempre più sofisticati.

Le dimensioni della scommessa emergono soprattutto dagli impegni previsti per gli anni successivi. Il prospetto indica 518 miliardi di dollari destinati a cloud, capacità computazionale e infrastrutture, una cifra che mostra quanto il business dell’IA avanzata dipenda dall’accesso a enormi risorse tecnologiche. A questa esposizione si aggiunge la concentrazione dei ricavi: circa un quarto del fatturato dell’ultimo esercizio proveniva da appena due clienti. La loro identità non è stata resa nota, ma il dato introduce un ulteriore elemento finanziario che gli investitori dovranno considerare nella valutazione della società.

Una possibile valutazione superiore a 2mila miliardi

Il contrasto fra perdite, fabbisogno di capitale e valutazione prospettata è particolarmente marcato. La quotazione potrebbe attribuire al produttore di Claude un valore superiore a 2mila miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 965 miliardi indicati a maggio. La crescita dell’attività nel 2026 fornisce però un altro elemento per leggere numeri che cambiano con grande rapidità: nel secondo trimestre i ricavi avrebbero raggiunto 11,5 miliardi e l’azienda sarebbe avviata verso il secondo trimestre consecutivo di utile operativo su base rettificata. La futura IPO punta quindi a portare sul mercato pubblico una società ancora giovane, nata cinque anni fa, ma già impegnata in investimenti infrastrutturali su una scala eccezionale.

Il percorso formale verso la quotazione era iniziato il primo giugno, quando Anthropic aveva annunciato di avere presentato in via riservata alla Securities and Exchange Commission una bozza della dichiarazione di registrazione S-1. La società aveva precisato che numero delle azioni e prezzo dell’offerta non erano ancora stati determinati e che l’operazione sarebbe dipesa dalle condizioni di mercato e dal completamento dell’esame da parte dell’autorità statunitense. Il prospetto emerso successivamente permette ora di osservare in maggiore dettaglio sia i risultati economici sia la quantità di capitale richiesta dal modello industriale scelto dall’azienda.

Dal rischio finanziario ai possibili pericoli dell’intelligenza artificiale

Nel documento destinato agli investitori occupano uno spazio eccezionale anche i fattori di rischio, ai quali sarebbe dedicata quasi una pagina su tre. L’azienda descrive la possibilità che sistemi più capaci mostrino comportamenti difficili da controllare, compresi tentativi di resistere allo spegnimento, nascondere o manipolare informazioni e condotte assimilabili al ricatto. L’avvertimento non riguarda quindi soltanto un’ipotesi teorica di lungo periodo: il prospetto collega lo sviluppo delle capacità dei modelli a problemi di allineamento, sicurezza e controllo che possono assumere conseguenze concrete.

Un capitolo specifico riguarda gli agenti autonomi, progettati per mantenere un accesso profondo ai sistemi dei clienti e operare senza intervento umano per periodi prolungati. Errori, vulnerabilità di sicurezza o comportamenti non allineati potrebbero produrre azioni irreversibili, fra cui cancellazioni di dati e transazioni finanziarie non desiderate. Anthropic segnala anche un’incertezza giuridica significativa: non è ancora definito in che modo le norme esistenti debbano applicarsi alle azioni compiute da questi strumenti, né se debbano essere trattati legalmente come prodotti, servizi o secondo un’altra categoria.

Il problema investe direttamente anche la responsabilità dell’impresa. Le limitazioni previste nei contratti potrebbero non essere sufficienti o applicabili in caso di richieste di risarcimento provocate dal comportamento di agenti autonomi. Il prospetto segnala inoltre che i modelli dell’azienda sono stati utilizzati, nonostante le protezioni adottate, in modi potenzialmente collegati ad autolesionismo, violenza verso altre persone o altri esiti dannosi. Sono rischi distinti dallo scenario estremo dell’estinzione umana, ma hanno già una dimensione operativa e legale con cui una società quotata dovrebbe confrontarsi.

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