Wall Street tocca nuovi record sull'onda del calo inatteso dell'inflazione
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Redazione Economia
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Gli indici di Wall Street, in una seduta caratterizzata da andamenti contrastanti, hanno registrato nuovi massimi storici, spinti principalmente da un dato inatteso sull'inflazione. L’indice S&P 500, infatti, ha aperto la giornata con un progresso dello 0,4%, aggiornando i propri record, mentre il Nasdaq ha seguito un trend simile. Questo slancio rialzista, che qualcuno attribuisce alle recenti politiche economiche dell'amministrazione Trump, trova una spiegazione immediata nei dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics: a agosto, l’indice dei prezzi alla produzione (Ppi) ha infatti mostrato un calo dello 0,1% su base mensile, contro le attese degli analisti che prevedevano invece un aumento dello 0,3%.
Il dato annuale, conseguentemente, ha rallentato la sua corsa, scendendo dal 2,7% al 2,6%, un valore ben al di sotto delle proiezioni che indicavano un rialzo fino al 3,3%. Questa flessione inattesa, che segue altre indicazioni positive sui prezzi, viene interpretata dai mercati come un segnale che il processo di rientro dell'inflazione verso il target della Federal Reserve potrebbe essere più solido di quanto preventivato. Le attenzione degli investitori, di conseguenza, si sono concentrate sulle possibili implicazioni per la politica monetaria.
Non tutti gli indici, tuttavia, hanno beneficiato dello stesso ottimismo. Mentre lo S&P 500 e il Nasdaq Composite viaggiavano in territorio positivo, il Dow Jones Industrial Average segnava un calo dello 0,65%, posizionandosi sui 45.416 punti, a testimonianza di una performance settoriale non omogenea. Lo S&P 500, toccando un massimo storico di 6.556 punti prima di assestarsi sui 6.536, e il Nasdaq, che ha raggiunto il livello record di 22.001 punti, sono stati trainati in particolare dal comparto tecnologico.




