Wall Street vola nonostante l'economia reale, mentre l'oro tocca il suo record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I listini newyorkesi, dopo un periodo di flessione che aveva visto l'S&P 500 scendere dell'1,52% e il Nasdaq addirittura del 2,8% rispetto ai massimi di pochi giorni prima, hanno ripreso con decisione il loro cammino rialzista, spinti dalla rinnovata fiducia degli investitori e dall'allettante prospettiva di un imminente taglio dei tassi d'interesse, un scenario dipinto con chiarezza da Jerome Powell in occasione del convegno di Jackson Hole. A contribuire al nuovo ottimismo, che ha fatto da contraltare alle preoccupazioni per gli ingenti capitali riversati nel settore dell'intelligenza artificiale, si sono aggiunti anche alcuni indici PMI particolarmente lusinghieri, i quali, seppur in un quadro macroeconomico non proprio roseo, hanno convinto gli operatori a seguire il consiglio di "comprare sul ribasso" lanciato da alcuni analisti.

La doppia faccia dei mercati

Mentre il Nasdaq avanza dello 0,7% e l'S&P 500 dello 0,3%, con l'indice Sox dei semiconduttori che registra un rimbalzo dell'1,5%, la propensione al rischio sembra tornata ai massimi livelli, sebbene non manchino segnali di una certa prudenza. Accanto al bagliore ininterrotto del tema dell'intelligenza artificiale, infatti, luccica con insistenza anche l'oro, il cui prezzo ha guadagnato l'1,4% portandosi a 4.024 dollari l'oncia, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 4.050 dollari nella sessione mattutina, un dato che tradisce la ricerca di asset rifugio nonostante l'apparente euforia.

L'ombra dello shutdown e la forza del tech

La resilienza di Wall Street si è manifestata in tutta la sua evidenza anche di fronte allo spettro dello shutdown del governo statunitense, un evento potenzialmente destabilizzante che gli investitori hanno però deciso di ignorare, preferendo concentrare la propria attenzione sui dati macroeconomici e, soprattutto, sulla solidità del settore tecnologico. In questo contesto, l'annuncio che xAI, la società di Elon Musk, ha raccolto la cifra monumentale di 20 miliardi di dollari destinati all'acquisto e al noleggio di chip Nvidia – della quale la stessa Nvidia figura tra gli investitori – non fa che confermare l'insaziabile domanda di potenza di calcolo necessaria per alimentare la corsa all'intelligenza artificiale.

I listini e le divisioni della Fed

Il quadro delle borse statunitensi si completa con il Dow Jones, il quale è rimasto sostanzialmente stabile chiudendo su 46.602 punti, e con un altro scatto in avanti per l'indice che arriva a 6.754 punti, segnando un incremento dello 0,58%. Sullo sfondo di questi nuovi massimi per S&P 500 e Nasdaq, i verbali dell'ultimo incontro FOMC hanno rivelato un comitato federale diviso, un elemento di cui il mercato, almeno per il momento, sembra volersi preoccupare relativamente poco, continuando a puntare sulle big tech e sull'AI nonostante i segnali contrastanti che giungono dall'economia reale.

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