UniCredit lancia un’offerta pubblica di scambio su Commerzbank per superare la soglia del trenta per cento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il quadro macroeconomico, già reso instabile dalle persistenti tensioni in Medio Oriente e dalla minaccia, sempre incombente, di una chiusura dello Stretto di Hormuz che tiene il prezzo del petrolio stabilmente ancorato intorno ai cento dollari al barile, non sembra aver distolto Andrea Orcel dalla sua strategia espansiva. Il gruppo bancario guidato dall’amministratore delegato romano ha infatti rotto gli indugi, annunciando il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio sulle azioni di Commerzbank. Un’operazione, questa, che mira a varcare la soglia del trenta per cento del capitale dell’istituto di Francoforte, un limite che la normativa tedesca considera spartiacque per l’obbligo di un’offerta pubblica di acquisto totalitaria.

I dettagli dell’offerta e il ruolo di BaFin

La mossa di piazza Gae Aulenti, comunicata a mercati ancora chiusi nella mattinata di lunedì 16 marzo, si sostanzia in un rapporto di concambio che, stando alle attese della banca, dovrebbe attestarsi a 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank portata in adesione. Un valore che, sulla base delle ultime quotazioni, inrerebbe un premio del quattro per cento rispetto alla chiusura del 13 marzo, fissando di fatto un prezzo implicito di 30,8 euro per ogni Titolo tedesco. Sarà tuttavia la BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, a determinare nei prossimi giorni il rapporto ufficiale, calcolandolo sulla media ponderata dei volumi degli ultimi tre mesi. L’avvio formale dell’ops è previsto per l’inizio di maggio, con un periodo di adesione della durata di quattro settimane, mentre il regolamento materiale dell’operazione, una volta ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, dovrebbe completarsi entro la prima metà del 2027.

La strategia di UniCredit e la posizione attuale

Al momento, UniCredit detiene una partecipazione diretta che si aggira intorno al ventisei per cento di Commerzbank, cui va aggiunta un’ulteriore esposizione di circa il quattro per cento detenuta tramite total return swap. Con l’ops, l’istituto italiano punta a consolidare la propria posizione senza tuttavia, e il dettaglio non è di poco conto, arrivare a esercitare il controllo sulla banca tedesca. Una precisazione, questa, che arriva direttamente dalle parole di Orcel, il quale ha sottolineato come l’obiettivo non sia acquisire il controllo bensì superare quella fatidica soglia del trenta per cento per evitare di dover continuamente aggiustare la propria partecipazione, specialmente in considerazione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank. L’operazione viene presentata dal consiglio di amministrazione di UniCredit come una misura ragionevole e pragmatica, tale da non intaccare la politica dei dividendi e da avere un impatto minimo sui coefficienti patrimoniali, qualora, come previsto, non si concretizzi l’acquisizione del dominio.

I riflessi sul mercato e l’attesa per le assemblee

L’annuncio giunge in una seduta che ha visto i mercati azionari europei aprire in tono debole, condizionati anche dall’andamento negativo delle piazze asiatiche, con il Nikkei in calo dello 0,2 per cento nonostante i buoni dati macroeconomici provenienti dalla Cina. In questo contesto di incertezza globale, la mossa di UniCredit rappresenta una chiara scommessa sul consolidamento bancario europeo. L’assemblea degli azionisti della banca italiana, convocata per il 31 marzo, dovrà approvare il programma di buy-back da 4,75 miliardi di euro, mentre a maggio è attesa un’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale a servizio dell’offerta. Un percorso, quello delineato da Orcel, che punta a favorire un confronto costruttivo con il management di Commerzbank e con i suoi principali stakeholder, nella convinzione che l’integrazione possa creare valore per entrambi i gruppi.

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