Sinner ai quarti: "Piccoli progressi, ma devo migliorare". E sul caldo: "Mi sono preparato"
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Redazione Sport
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LONDRA – Jannik Sinner ha raggiunto i quarti di finale di Wimbledon, dove difende il titolo conquistato lo scorso anno, ma il numero uno del mondo non si accontenta e continua a cercare margini di miglioramento. Dopo il successo in tre set contro l'americano Jenson Brooksby – 6-4, 6-3, 6-4 il punteggio finale – l'azzurro ha analizzato la sua prestazione con il solito spirito critico che lo contraddistingue.
«Oggi ho fatto un piccolo passo in avanti rispetto ai due match precedenti», ha dichiarato in conferenza stampa, sottolineando come il servizio abbia funzionato bene e la risposta sia stata più efficace rispetto ai primi turni. «Stiamo provando ad alzare giorno dopo giorno il livello del gioco», ha aggiunto.
La partita con Brooksby: spunti positivi e qualche momento di difficoltà
Il match contro il 25enne statunitense, tornato a buoni livelli dopo un periodo segnato da squalifiche e infortuni, ha offerto a Sinner l'occasione per testare il proprio tennis sull'erba del Campo 1. Nonostante il punteggio netto, la partita non è stata priva di momenti complicati per il campione italiano, che nel terzo set ha dovuto annullare un break iniziale e ha perso il servizio sul 5-3 quando stava per chiudere l'incontro.
«Ci sono un paio di situazioni che devo gestire meglio», ha ammesso lo stesso Sinner, che ha poi incitato il pubblico dopo l'ultimo punto, un gesto che lui stesso ha definito «un po' insolito» ma resosi necessario per ritrovare la giusta carica dopo aver fallito un paio di match point. I numeri dicono di una prestazione solida al servizio, con 13 ace e il 66% di prime palle in campo, mentre il dritto è stato meno falloso del solito: solo 9 errori non forzati su 27 totali, a fronte di 29 vincenti.
L'ombra del caldo e la risposta del numero uno
La seconda settimana di Wimbledon sarà caratterizzata da un'ondata di calore che porterà le temperature a superare i 30 gradi. Una condizione che inevitabilmente riporta alla mente quanto accaduto al Roland Garros, quando Sinner accusò un malessere nel match contro Cerundolo che ne compromise il rendimento. Il tema è stato sollevato in conferenza stampa da un giornalista, che ha fatto notare come il numero uno del mondo venga spesso programmato nelle sessioni serali, potenzialmente più fresche. La risposta di Sinner è stata secca e ironica: «Sembra che tu conosca il programma meglio di me. non so quando mi metteranno in campo, ma per me va bene comunque». L'altoatesino ha poi ribadito di sentirsi preparato ad affrontare qualsiasi condizione: «Abbiamo fatto una buona preparazione. Tutto ciò che è successo in passato è già alle nostre spalle. Ora vediamo se abbiamo trovato una soluzione. Altrimenti, continuiamo a lavorare per la prossima volta».
I cambiamenti nel lavoro fisico dopo gli esami al San Raffaele
La sconfitta prematura a Parigi ha offerto a Sinner e al suo staff un tempo prezioso per lavorare sugli aspetti da migliorare. «Abbiamo fatto qualche cambiamento, ma piccoli dettagli», aveva spiegato il tennista nei giorni precedenti l'esordio, rivelando di aver modificato il programma di allenamento con sessioni più lunghe e continuative sia in palestra sia in campo per abituare il corpo a gestire lo sforzo e il caldo. «Non vedremo i risultati qui adesso, è un processo lungo», aveva precisato.
Inoltre, Sinner ha rassicurato tutti sulle sue condizioni fisiche, parlando degli esami effettuati al San Raffaele dopo il Roland Garros: «Erano controlli generali per verificare il mio stato di salute. Tutti i test hanno dato risultati molto positivi». La strategia del nuovo Sinner, che potremmo definire "da endurance", sembra essere quella di affaticarsi di più in preparazione per soffrire meno in partita.
Le parole di Crepet e il mito della perfezione
Il momento complesso vissuto da Sinner non è passato inosservato a personalità del mondo della cultura e della psicologia. Lo psichiatra Paolo Crepet, intervenendo sul caso del tennista, ha offerto una riflessione più ampia sul valore educativo della sconfitta e sul pericolo di alimentare il "mito della perfezione" tra i giovani. «Solo gli stupidi possono indicare ai giovani il mito della perfezione. Il mito è fragile. non debole, attenzione: fragile», ha dichiarato Crepet in un'intervista, aggiungendo che «a questo ragazzo di cui parla tutta Italia, in fondo, non è successo nulla di drammatico: è semplicemente accaduta la vita». Secondo lo psichiatra, Sinner sta misurando i suoi limiti e «ha una paura in più che lo rende più forte e consapevole». Una riflessione che sembra calzare perfettamente con l'atteggiamento mostrato dal tennista in questi giorni: senza nascondere le difficoltà, ma concentrato sul lavoro quotidiano.




