Il cancro si combatte, e si vince: i numeri della speranza e l'importanza della prevenzione
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Redazione Salute
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La mortalità per tumore, a livello globale, mostra un trend in calo, nonostante ci si attenda un aumento del numero complessivo di diagnosi, un paradosso solo apparente che gli esperti spiegano con i progressi nelle terapie e nelle attività di prevenzione. I dati del registro Globocan, considerato una delle fonti più autorevoli a livello internazionale, disegnano infatti un futuro in cui, se da un lato l'incidenza della malattia è destinata a crescere, dall'altro migliorano costantemente le probabilità di sopravvivenza, un segnale incoraggiante che emerge in occasione della Giornata mondiale contro il cancro celebrata il 4 febbraio. "Un’occasione per riflettere su dati che fotografano passato, presente e futuro", ha sottolineato Stefano Tamberi, docente universitario e direttore dell’unità operativa di Oncologia a Ravenna, commentando i numeri locali che, per il 2020, hanno registrato 8.487 casi nel territorio di Imola e della Romagna.
L'obiettivo: ridurre del 40% l'incidenza con stili di vita corretti
La sfida, oggi, si concentra fortemente sulla prevenzione primaria, poiché, come ribadito dagli specialisti, adottando stili di vita adeguati si potrebbe arrivare ad abbattere l'incidenza dei tumori di una percentuale significativa. "Con stili di vita adeguati possiamo abbattere i tumori del 40%", ha dichiarato Diego Serraino, coordinatore regionale della Lega italiana per la lotta ai tumori, riferendosi alla situazione del Friuli Venezia Giulia, regione dove ogni anno vengono diagnosticati poco meno di 9 mila nuovi casi, una cifra in linea con le altre aree del nord Italia. L’obiettivo di ridurre notevolmente il numero di diagnosi nel medio periodo passa dunque attraverso scelte individuali consapevoli, che spaziano dall’alimentazione all’attività fisica, dalla lotta al fumo alla moderazione nel consumo di alcol.
Le testimonianze che confermano: "Il tumore si può battere"
Accanto ai dati epidemiologici, a parlare con forza è l’esperienza diretta di chi la malattia l’ha affrontata e sconfitta, incarnando perfettamente lo slogan di quest'anno, "Il tumore è una questione personale". Lucia Seppia, architetta di Viareggio, ne è un esempio vivente: a distanza di anni dalla diagnosi ricevuta a soli 14 anni, quando percepì "qualcosa di strano" alla mammella destra, può oggi definirsi testimone di speranza per chi si trova ad affrontare lo stesso percorso. La sua storia personale, come molte altre, dimostra che la patologia oncologica non è necessariamente un esito definitivo, ma una battaglia che, supportata dalle cure e da una diagnosi tempestiva, può concludersi con la vittoria.
Il ruolo chiave delle professioniste della salute nella prevenzione
La lotta ai tumori si gioca anche su un altro fronte fondamentale, quello degli screening e dell’educazione sanitaria, dove figure professionali come le ostetriche assumono un’importanza strategica. La loro competenza, infatti, non si limita all’accompagnamento nella gravidanza e nel parto, ma le rende punti di riferimento essenziali nella prevenzione delle malattie oncologiche femminili, attraverso visite periodiche, la promozione degli esami di controllo e la diffusione di informazioni sui comportamenti a rischio. Il loro contributo, come sottolineato dalla Federazione nazionale degli ordini della professione, è potenzialmente decisivo per ridurre l’incidenza di tumori come quelli della cervice uterina o della mammella, intercettando precocemente segnali di allarme e guidando le donne in un percorso di salute consapevole.




