Atp Finals, Mediaset soffia alla Rai i diritti in chiaro: accordo triennale da 4 milioni l’anno
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Redazione Sport
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Il risiko dei diritti televisivi sportivi registra un nuovo, significativo scossone, e questa volta il perno attorno a cui ruota l’operazione è la racchetta di Jannik Sinner. Il gruppo Mediaset, attraverso una nota ufficiale diffusa nella giornata di ieri, ha annunciato di aver perfezionato l’intesa con l’Associazione tennisti professionisti per l’acquisizione dei diritti free to air delle Nitto Atp Finals, strappando di fatto il testimone alla Rai che deteneva la copertura in chiaro del torneo dei maestri sin dal 2021. L’accordo, stando a quanto si apprende dalle comunicazioni ufficiali e dalle successive ricostruzioni stampa, avrebbe durata triennale e un valore che si aggirerebbe attorno ai quattro milioni di euro annui, una cifra — e questo è il punto dolente per viale Mazzini — che il servizio pubblico non avrebbe tentato nemmeno di agganciare.
La struttura del nuovo pacchetto, pur mantenendo in capo a Sky la titolarità dei diritti pay e la copertura integrale della manifestazione, prevede per le reti di Cologno Monzese la messa in onda di otto match, corrispondenti sostanzialmente a un incontro per giornata, con la finale naturalmente inclusa nel lotto. È una selezione, quella delle otto partite, che rappresenta la sintesi del meglio di una settimana di tennis diventata ormai un appuntamento fisso per milioni di italiani; l’edizione che si terrà dal 15 al 22 novembre all’Inalpi Arena di Torino — l’ultima, in ordine di tempo, con la certezza della sede piemontese — sarà dunque la prima a vedere il Biscione protagonista assoluto sul fronte della copertura generalista. Il cambio di guardia, lungi dall’essere una semplice transazione commerciale, ha immediatamente tracimato il perimetro sportivo per assestarsi saldamente nel dibattito politico, complice una tempistica che ha reso la débâcle della tv di Stato ancora più rumorosa.
La concomitanza con le polemiche relative alla conduzione della cerimonia olimpica di Milano Cortina ha infatti creato il classico contesto in cui ogni goccia, quella dei 4 milioni versati da Mediaset, ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei sindacati interni e delle opposizioni. Usigrai e il Cdr di Raisport hanno parlato espressamente di “dolorose rinunce”, inserendo la perdita delle Finals in un elenco già affollato di defezioni illustri che comprende la Serie A di basket, il Sei Nazioni di rugby e classiche ciclistiche del calibro della Freccia Vallone; un stillicidio, quello delle competizioni passate ad altre emittenti, che ai rappresentanti dei lavoratori appare come la spia di un progressivo e preoccupante disimpegno strategico.
Dal fronte politico, gli attacchi non hanno tardato ad arrivare, e lo hanno fatto con una veemenza lessicale che ha immediatamente politicizzato la trasferta del tennis dal servizio pubblico all’azionista di riferimento di Via Paleocapa. I componenti del Partito Democratico in commissione di Vigilanza Rai hanno utilizzato parole nette, definendo la vicenda l’“ennesima batosta” per un’azienda che, sotto la gestione dell’attuale amministratore delegato, sembrerebbe avviata verso una deriva liquidatoria; la richiesta, avanzata dai dem, di dimissioni “imprescindibili” del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, suona come il tentativo di ottenere una testa da mozzare che sia simbolicamente valsa la perdita di un evento dal richiamo popolare immenso. Il Movimento Cinque Stelle, per bocca del suo capogruppo in Vigilanza Dario Carotenuto, ha invece rincarato la dose denunciando un paradosso difficilmente controvertibile: proprio mentre l’esplosione definitiva di Sinner — due Finals consecutive vinte, l’ultima contro Alcaraz — ha trasformato il tennis in un traino d’ascolti paragonabile solo agli eventi della Nazionale di calcio, la tv pubblica abdica, non prima però di aver allocato risorse, a detta del deputato pentastellato, su produzioni dal rapporto costo-ritorno opinabile.
Resta, sullo sfondo, il dato nudo e crudo degli ascolti a certificare il valore di ciò che è stato perduto. La finale del 2025 tra Sinner e Alcaraz, infatti, aveva fatto registrare un picco complessivo di circa sette milioni di spettatori tra Rai e Sky, con uno share superiore al trentasei per cento: era stata la partita di tennis più vista in Italia dall’avvento del sistema Auditel. Una macchina da ascolti, dunque, che Mediaset ha abilmente dirottato sul proprio motore, e che dal prossimo autunno contribuirà al rilancio dell’offerta sportiva gratuita del gruppo; l’assenza di controdeduzioni pubbliche da parte dei vertici Rai, al netto di un comunicato istituzionale pressoché assente, lascia intendere come la partita — quella vera, negoziale — fosse già stata persa nei cassetti delle trattative con Atp Media, chiuse da un’offerta irrinunciabile firmata Cologno Monzese.




