Salvini su un escavatore, la prima pietra per la ciclabile Lecco-Abbadia
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Redazione Interno
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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha azionato personalmente un escavatore per far scivolare in acqua una grossa pietra di scogliera, in quella che è stata presentata come la posa della prima pietra di un'opera attesa da un quarto di secolo. L'intervento, dal quadro economico di 32 milioni di euro, darà vita a una passerella ciclopedonale di 3,3 chilometri che, collegando la località Pradello di Lecco ad Abbadia Lariana, promette di sottrarre pedoni e ciclisti al traffico pericoloso della statale 36. Un'opera strategica, definita dallo stesso ministro un investimento di "soldi ben spesi" per un territorio straordinario, il cui cantiere dovrebbe concludersi entro la primavera del 2027, ben dopo lo svolgimento delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 a cui il progetto è legato per finanziamento e slancio.
Un traguardo e un'occasione per nuovi interrogativi
Quella che per molti rappresenta una giornata storica, capace di ridisegnare la mobilità dolce sul ramo lecchese del Lario, non ha però spento voci critiche che giungono dalle valli vicine, le quali pongono l'accento su altre annose criticità. La soddisfazione per l'avvio dei lavori, infatti, si scontra con la realtà di chi, pur riconoscendo la portata dell'intervento sulla costa, vive quotidianamente le carenze di un sistema viario interno considerato insicuro e trascurato. È il caso, per fare un esempio, di un lettore di Taceno il quale, pur senza sminuire l'importanza della ciclovia, solleva una questione irrisolta da decenni: lo stato della SP62 tra Taceno e Bellano, un tratto descritto come pericoloso e oggetto di discussioni infinite per un suo ammodernamento o addirittura per la realizzazione di una galleria.
L'opera e i suoi numeri
Con un costo che si aggira attorno ai diecimila euro al metro lineare e una durata prevista dei lavori di 510 giorni, la ciclopedonale Lecco-Abbadia si configura come un investimento ingente, la cui realizzazione ha conosciuto una lunga storia di attese e false partenze. La sua definitiva realizzazione, resa possibile anche dal quadro delle imminenti Olimpiadi invernali, rappresenta un tassello importante per la sicurezza e la valorizzazione turistica del lungolago, sebbene il suo completamento sia calendarizzato per quando i Giochi saranno già conclusi. Questo particolare, evidenziato da alcune cronache, sottolinea come l'infrastruttura, seppur "olimpica" nella definizione e nella spinta propulsiva, avrà un impatto principalmente di carattere strutturale e permanente sul territorio.
Il contesto e le priorità
L'evento simbolico della posa della prima pietra, dunque, getta una luce inevitabile non solo sul traguardo raggiunto per un progetto specifico, ma anche sul più ampio dibattito riguardante la gerarchia degli interventi pubblici nelle diverse aree del territorio. Mentre gli amministratori locali esprimono compiacimento per un'opera di così lungo corso, le istanze che giungono dall'entroterra ricordano come la domanda di mobilità sicura ed efficiente assuma forme diverse a seconda delle zone, ciascuna con le proprie emergenze storiche. La ciclabile, che una volta ultimata offrirà un percorso protetto e panoramico, risponde a un'esigenza concreta di chi percorre la costa, lasciando però in secondo piano, almeno in questa specifica occasione di finanziamento, altre arterie considerate ugualmente bisognose di interventi urgenti.




