Olanda e Norvegia sospendono Schengen contro l'immigrazione irregolare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L'Olanda, noto Paese della tolleranza e delle libertà civili, che per primo ha legalizzato i matrimoni gay e dove perfino le prostitute pagano le tasse, ha deciso di reintrodurre controlli alle frontiere, sospendendo temporaneamente l'accordo di Schengen. A partire dal 9 dicembre 2024 e per sei mesi, i controlli saranno ripristinati alle frontiere con Belgio e Germania. Questa misura, proposta dal governo guidato dal Partito per la libertà (Pvv) di Geert Wilders, è stata notificata alla Commissione europea, che sta valutando la situazione e mantiene stretti contatti con le autorità olandesi.
La decisione olandese si inserisce in un contesto europeo più ampio, dove diversi Paesi hanno già scelto di ripristinare i controlli doganali in risposta a gravi minacce alla sicurezza interna. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la lista degli Stati che adottano questa misura continua ad allungarsi. Secondo il diritto europeo, infatti, gli Stati membri possono reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne dell'UE in caso di gravi minacce alla sicurezza.
Anche la Norvegia ha annunciato l'intenzione di reintrodurre controlli alle frontiere, seguendo l'esempio dell'Olanda. La stretta contro l'immigrazione irregolare è al centro delle politiche di sicurezza di entrambi i Paesi, che si blindano per garantire maggiore protezione ai propri cittadini. La portavoce della Commissione europea ha precisato che l'esecutivo comunitario sta valutando le misure adottate e resta in stretto contatto con le autorità nazionali per monitorare la situazione.
Questa decisione, che segna un cambiamento significativo rispetto alla tradizionale apertura delle frontiere, riflette le crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza e all'immigrazione irregolare in Europa




