Bambina di 7 anni cade dalla seggiovia ai Piani di Bobbio, salvata dalla neve fresca dopo un volo di tre metri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Domenica di paura, quella appena trascorsa, per una famiglia in gita sugli sci: la mattinata, trascorsa sulle piste imbiancate della Valsassina, ha rischiato di trasformarsi in tragedia quando una bambina di 7 anni, per cause ancora al vaglio dei soccorritori, è precipitata dalla seggiovia "Fortino", una risalita che serve alcune delle piste del comprensorio. L'incidente, avvenuto intorno a mezzogiorno, ha visto la piccola, di nazionalità straniera, compiere un volo di circa tre metri prima di impattare al suolo; un impatto che, a giudicare dalle prime concitate fasi del soccorso, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se il manto sottostante non fosse stato composto da uno spesso strato di neve fresca, il quale, comportandosi di fatto come un cuscino naturale, ne ha attutito la caduta.

Il padre, che condivideva con lei il seggiolino dell'impianto, si è accorto all'istante che qualcosa non andava, ovvero che la figlia stava lentamente scivolando al di sotto della barra di protezione, quella stessa sbarra che, una volta abbassata, dovrebbe garantire la sicurezza dei passeggeri; nel disperato tentativo di trattenerla, l'uomo ha cercato di afferrarla per il giubbotto, ma la presa non è stata sufficiente e la bambina è scivolata via, precipitando nel vuoto sotto gli occhi degli altri sciatori presenti in coda all'impianto. Una volta a terra, l'allarme è scattato immediatamente, e questo ha consentito ai sanitari del presidio medico attivo in quota, personale specializzato nella gestione delle emergenze su neve, di raggiungerla in pochi istanti per le prime, fondamentali valutazioni cliniche direttamente sul luogo della caduta.

Nonostante lo spavento e la dinamica dell'incidente, le condizioni della piccola sono apparse fin da subito meno gravi di quanto si potesse temere: vigile e cosciente, la bambina è stata presa in carico dai soccorritori delle piste, gestiti dalla società Itb che cura gli impianti della zona, i quali, dopo averla immobilizzata su una barella come da protocollo, l'hanno affidata al personale del Soccorso Centro Valsassina di Introbio e ai sanitari di Areu per il successivo trasferimento all'ospedale di Lecco. Sono stati allertati, nella concitazione dei primi minuti, anche i tecnici del Soccorso alpino della Valsassina e l'eliambulanza di Sondrio, ma il loro intervento non si è poi reso necessario, visto che i soccorritori già presenti in loco sono riusciti a gestire l'intera operazione in piena autonomia, concentrandosi sull'immobilizzazione e sul trasporto in ospedale della piccola, dove è stata sottoposta a tutti gli accertamenti diagnostici del caso per escludere lesioni interne o fratture.

La dinamica e il fattore determinante della neve alta

L'episodio, che poteva concludersi in maniera drammatica, riporta alla memoria altri simili incidenti avvenuti su diverse montagne italiane, dove spesso la neve alta rappresenta l'unico vero fattore che impedisce il peggio. Nel caso specifico dei Piani di Bobbio, località al confine tra le province di Lecco e Bergamo molto frequentata da famiglie, la seggiovia "Fortino" era in regolare funzione e, stando a una prima ricostruzione, la bambina era seduta accanto al genitore con la sbarra di sicurezza abbassata; nonostante ciò, la sua ratura minuta potrebbe averle permesso di scivolare nello spazio compreso tra il sedile e la sbarra stessa, un punto debole che per i più piccoli può rivelarsi insidioso, come confermano alcune associazioni di genitori che da tempo chiedono l'installazione di dispositivi aggiuntivi, come palette separatori, in grado di bloccare qualsiasi scivolamento laterale.

La prontezza con cui è stato attivato il protocollo di emergenza ha comunque giocato un ruolo cruciale nel rassicurare i familiari, i quali, sconvolti dall'accaduto, hanno potuto contare su un sistema di soccorso integrato che, in montagna, deve necessariamente funzionare con tempistiche stringenti. I gestori dell'impianto, una volta verificata la dinamica, hanno potuto constatare che la bambina, dopo il volo e il conseguente atterraggio sulla neve fresca, non aveva riportato quelle lesioni significative che di solito accompagnano cadute da altezze simili su terreno duro o ghiacciato.

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