Conte riparte dal 3-4-3, Napoli verso una formazione inedita per sfidare l'Atalanta di Palladino
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Redazione Sport
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La sosta campionato, che ha interrotto l'attività dopo le ultime partite, ha portato con sé un'ondata di novità destinate a convergere nell'appuntamento di domani sera allo stadio Maradona. Secondo le ultime indiscrezioni riportate, Antonio Conte avrebbe operato una riflessione profonda sull'assetto tattico della squadra, giungendo alla decisione di abbandonare, almeno per questa occasione, il modulo finora utilizzato. La scelta, che si configura come una vera e propria sterzata, sarebbe orientata verso un 3-4-3, una formazione che il tecnico non aveva mai schierato dal suo arrivo a Napoli e che rappresenta, di per sé, un elemento di grande rottura rispetto al recente passato. Una mossa dettata dalla necessità di trovare un nuovo equilibrio, dopo un avvio di stagione caratterizzato da prestazioni non sempre all'altezza delle aspettative, e di sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione in un momento in cui la classifica impone una rapida risalita.
Il disegno tattico di Conte
Il probabile undici, così come anticipato, vedrebbe una linea difensiva composta da tre elementi, con Rrahmani, Buongiorno e Juan Jesus chiamati a proteggere Milinkovic-Savic. La novità più rilevante si materializzerebbe nelle corsie, dove Giovanni Di Lorenzo, finora utilizzato prevalentemente in difesa, sarebbe destinato a un ruolo da esterno di centrocampo insieme a Olivera Gutierrez. Il centrocampo, di cui fanno parte Lobotka e McTominay, avrebbe il compito di dettare i tempi della manovra e di fornire copertura alla retroguardia. A completare il disegno, un tridente offensivo composto da Politano e Neres, i quali avrebbero la licenza di supportare da esterni il centravanti Hojlund, su cui graverebbe il peso realizzativo. Questo assetto, che qualcuno definirebbe audace, permetterebbe di sfruttare la potenza fisica in area di rigore e la velocità negli inserimenti dalle fasce, cercando di sorprendere una difesa avversaria che dovrà abituarsi a dinamiche inedite.
L'esordio di Palladino in un clima di cambiamento
Dall'altra parte del campo, Raffaele Palladino si appresta a vivere il suo primo impegno ufficiale alla guida dell'Atalanta, un esordio che assume un significato particolare poiché avviene nella sua città natale. La società bergamasca, dopo aver risolto il rapporto con il precedente tecnico, ha scelto di affidarsi a lui per tracciare una linea netta con il passato e inaugurare un ciclo differente. La sua squadra, che dovrebbe basarsi su una struttura solida e su transizioni rapide, vedrebbe in attacco la coppia formata da Lookman e De Ketelaere, con Scamacca nel ruolo di terminale offensivo centrale. L'ambiente, del resto, è carico di aspettative per questo nuovo inizio, sebbene la difficoltà della trasferta al Maradona rappresenti un banco di prova impegnativo per chiunque, a maggior ragione per un allenatore al suo primo passo in questa avventura.
Una partita dal peso specifico elevato
L'incontro, che si disputerà in un orario serale, non è una semplice partita di campionato ma uno scontro che può influenzare in maniera determinante le ambizioni europee di entrambe le compagini. Il Napoli, nonostante le difficoltà emerse, ha l'obbligo di vincere in casa per riconnettersi con la parte alta della classifica e placare le tensioni accumulatesi nelle ultime settimane. L'Atalanta, dal canto suo, desidera cominciare con il piede giusto l'era Palladino, dimostrando sul campo di avere la solidità per lottare per un piazzamento di prestigio. Si delinea, pertanto, una contesa di grande intensità atletica e tattica, dove le scelte dei due tecnici, e in particolare la svolta di Conte, saranno sottoposte al giudizio più severo, quello del risultato finale.




