L’Assalto Al Portavalori In Toscana Richiama Il Modus Operandi Sardo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quando, nel pomeriggio del 28 marzo, un commando ha bloccato e assaltato due furgoni portavalori lungo la Variante Aurelia, tra le uscite di San Vincenzo Nord e Sud, il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi ha avuto un immediato déjà-vu. "Ho subito pensato alla Sardegna", ha dichiarato, riferendosi ai suoi 18 mesi da rappresentante del governo a Nuoro, dove episodi simili – come il blitz sulla statale 131 – lo avevano portato a istituire una task force con le società di vigilanza.

Le indagini, condotte dai carabinieri toscani in collaborazione con i colleghi sardi, sembrano confermare questa pista. I van utilizzati per intrappolare il convoglio blindato, infatti, erano stati rubati a fine ottobre a un trasportatore senese specializzato nel movimento di cavalli, un settore che vede molti sardi impiegati per ragioni lavorative. I mezzi, rubati senza lasciare tracce evidenti, sono stati poi modificati per l’assalto, con una metodologia che ricorda da vicino quella utilizzata in passato da gruppi criminali legati alla Sardegna.

Le immagini delle telecamere e alcune intercettazioni, ancora al vaglio degli investigatori, suggerirebbero inoltre che parte degli assalitori abbia un’origine isolana, sia per l’accento che per l’organizzazione dell’operazione. Non è la prima volta, del resto, che la criminalità sarda si distingue per attacchi a portavalori pianificati con precisione, tanto da farne quasi un marchio riconoscibile.

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