L'eclissi di luna rossa, tra scienza e suggestioni, incanta l'Italia
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nonostante le attese di molti, domenica sera non ci sono stati attacchi da Vega, come nel celebre refrain di "Goldrake", ma solo il lento e maestoso scorrere di un evento celeste. L'eclissi totale di luna del 7 settembre, infatti, ha richiamato l'attenzione di appassionati e curiosi in tutta Italia, sebbene in alcune zone, come a Cremona, una sottile foschia ne abbia parzialmente oscurato la visione, lasciando intravedere comunque il suo caratteristico colore ramato. Un fenomeno che, come spiega Alessandro Maianti, astronomo e per anni temperatore dell’Orologio del Torrazzo, «in passato suscitava timori e paure, interpretato come presagio negativo colorandosi la luna piena di rosso sangue».
L’evento, il più significativo del suo genere per l’intero anno 2025, è stato perfettamente visibile dall’Europa, dall’Asia, dall’Australia e dall’Africa, tingendo il satellite di un intenso rosso subito dopo il tramonto. Per gli osservatori italiani si è trattato di un’occasione particolarmente attesa, considerando che la precedente eclissi totale di luna pienamente godibile dal nostro paese risaliva al lontano maggio del 2022, un lasso di tempo sufficiente a creare aspettative che il cielo, in gran parte, non ha disatteso.
Dalla Sardegna, dove le condizioni atmosferiche sono state ideali, sono giunte alcune delle testimonianze più spettacolari, capaci di catturare l’essenza dello spettacolo offerto dalla natura. Tra queste, spiccano le riprese di Emanuele Atzeni, il quale ha immortalato con grande perizia la progressiva entrata della luna nel cono d’ombra proiettato dalla Terra, documentando la sua trasformazione in quella che viene comunemente, e in modo suggestivo, definita “luna di sangue”.




