Lazise vieta la musica “contro la morale”, artisti e cittadini contestano il regolamento
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il regolamento del Comune di Lazise che vieta la diffusione di musica “contro la morale” ha acceso uno scontro politico e culturale che coinvolge amministratori, artisti e cittadini. Al centro della discussione c’è l’articolo 12 delle norme comunali sulle attività rumorose, approvate nel 2013, dove si vieta la riproduzione di “musiche o brani contenenti frasi che potrebbero offendere la morale o il sentimento religioso, ledere la costituzione, turbare l’ordine pubblico e la sicurezza”. La vicenda, rilanciata nelle ultime settimane, ha provocato critiche da parte dell’opposizione e un duro confronto tra l’ex assessore alle manifestazioni Elena Buio e il sindaco Damiano Bergamini.
La norma ha riaperto il dibattito sul rapporto tra libertà artistica e controllo dei contenuti. A Lazise, sul lago di Garda, il regolamento è tornato al centro dell’attenzione anche per la nascita di una petizione contro il divieto. Le contestazioni riguardano soprattutto l’espressione “contro la morale”, ritenuta troppo vaga e interpretabile. Nel testo vengono richiamati anche il sentimento religioso, la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico, elementi che secondo i critici finiscono però per ampliare eccessivamente il campo delle possibili limitazioni alla diffusione musicale.
Le reazioni degli artisti al regolamento di Lazise
Le prese di posizione del mondo musicale sono state immediate. Alberto Fortis ha definito la musica una forma di espressione che deve restare libera, sostenendo che limitare l’arte rappresenti sempre un errore. Anche i Rumatera hanno criticato apertamente il regolamento, parlando di una misura “ridicola e opprimente” e invitando il Comune a concentrarsi su altre priorità. Le dichiarazioni degli artisti hanno contribuito ad alimentare la discussione attorno a un provvedimento che, pur risalendo al 2013, continua a suscitare polemiche e divisioni.
Nel confronto è intervenuto anche Mogol, Giulio Rapetti, autore e produttore storico della musica italiana. Secondo Mogol non può esistere una “musica contro la morale”, ma eventualmente testi che possano risultare offensivi o problematici. La distinzione, sollevata dal paroliere, si concentra quindi sui contenuti verbali più che sulla musica in sé. Il tema, ancora una volta, riguarda il confine tra libertà artistica e controllo pubblico, un equilibrio che torna periodicamente al centro del dibattito quando vengono introdotte norme sui contenuti culturali.
Il dibattito politico e il nodo dell’articolo 12
La polemica si è sviluppata anche all’interno del consiglio comunale, dove maggioranza e minoranza si sono scontrate sul significato e sull’applicazione concreta del regolamento. L’articolo 12 è diventato il simbolo di una discussione più ampia sulle limitazioni imposte agli eventi pubblici e alle attività musicali. Secondo quanto emerso nel confronto politico, il nodo riguarda soprattutto la possibilità che contenuti ritenuti offensivi sul piano morale o religioso possano essere esclusi da manifestazioni e diffusione sonora sul territorio comunale.
Le critiche si concentrano sul carattere generico di alcune formulazioni presenti nel testo, considerate da molti troppo ampie per stabilire con precisione quali contenuti possano essere vietati. Il caso di Lazise ha così superato i confini locali, attirando l’attenzione di musicisti, addetti ai lavori e osservatori del settore culturale. Le reazioni arrivate dal mondo artistico mostrano una posizione compatta nel difendere la libertà espressiva, mentre il regolamento continua a essere al centro di un acceso confronto pubblico che coinvolge politica, cultura e gestione degli eventi.




