Migranti dublinanti, l’Italia replica alla Germania: “Nessun rientro da riprendere”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I migranti dublinanti arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026 sono considerati azzerati dall’Italia nell’ambito delle nuove regole introdotte dal Patto sulle migrazioni. Il Viminale ha spiegato che non esisterebbero quindi persone da riprendere dalla Germania tra quelle arrivate prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema europeo. La posizione italiana arriva dopo l’annuncio tedesco relativo al possibile rientro in Italia di una giovane somala sbarcata sulle coste italiane a febbraio e successivamente arrivata in Germania, un caso che ha riaperto il confronto sui trasferimenti previsti dal sistema di Dublino.

La posizione del Viminale sul trasferimento dei migranti

Secondo quanto spiegato dal Ministero dell’Interno italiano, con alcuni dei principali Paesi europei, tra cui la Germania, vengono considerati superati tutti i casi relativi ai cosiddetti dublinanti arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026. La replica alle richieste tedesche è stata affidata a una nota tecnica nella quale il Viminale chiarisce che non ci sarebbe un pregresso da gestire e che l’Italia non dovrebbe riprendere persone sulla base delle vecchie regole. La questione riguarda il rapporto tra gli obblighi di trasferimento e il nuovo quadro normativo europeo entrato in vigore con il Patto sulle migrazioni.

Il Viminale ha inoltre precisato che, al momento, sarebbe prematuro ipotizzare la presenza di persone arrivate in Italia dopo il 12 giugno 2026 e già trasferite in altri Paesi europei. La motivazione indicata è legata al poco tempo trascorso dall’applicazione delle nuove norme, elemento che non permetterebbe ancora di verificare eventuali situazioni di questo tipo. La posizione italiana si concentra quindi sulla distinzione tra i casi precedenti alla nuova disciplina e quelli che potrebbero verificarsi successivamente all’entrata in vigore del nuovo sistema.

Il nuovo Patto sulle migrazioni e il riferimento alle regole di Dublino

Il confronto tra Italia e Germania riguarda il funzionamento delle norme europee sull’asilo e il meccanismo che per anni è stato associato al regolamento di Dublino. Il riferimento normativo indicato è il regolamento 2024/1351, approvato dal Parlamento europeo e inserito nel pacchetto del Patto di migrazione e asilo insieme ad altri otto regolamenti e a una direttiva. Il nuovo impianto ha riformato le regole precedenti e ha introdotto un meccanismo di solidarietà obbligatoria ma flessibile per sostenere i Paesi di primo approdo.

La Germania ha richiamato proprio il nuovo quadro europeo per sostenere la necessità di riprendere i trasferimenti verso Italia e Grecia a partire dall’entrata in vigore del Patto sulle migrazioni. Un portavoce del Ministero degli Interni tedesco ha spiegato che il funzionamento del sistema di Dublino resta una condizione considerata essenziale per il Sistema europeo comune di asilo. Il tema dei migranti dublinanti torna così al centro del confronto tra i Paesi europei coinvolti nella gestione degli arrivi e delle procedure di trasferimento.

Il confronto europeo dopo l’entrata in vigore del Patto

La questione dei trasferimenti dei migranti si inserisce in una fase di attenzione sulla gestione delle procedure europee dopo l’avvio del nuovo Patto sulle migrazioni. Il caso della giovane somala annunciato dalla Germania ha riportato il tema dei cosiddetti dublinanti nelle relazioni tra Roma e Berlino, con il Viminale che ha scelto di rispondere attraverso una ricostruzione tecnica delle nuove regole. Al centro del confronto resta l’interpretazione delle disposizioni applicabili ai diversi periodi temporali, prima e dopo il 12 giugno 2026.

La posizione italiana, quindi, distingue tra i casi legati al precedente sistema e quelli che potrebbero emergere con il nuovo meccanismo europeo. Il Viminale sostiene che per gli arrivi precedenti alla data di applicazione del Patto non vi siano trasferimenti arretrati da recuperare, mentre per eventuali nuovi casi sarà necessario attendere ulteriori verifiche. Il dibattito tra Italia e Germania prosegue sul significato operativo delle nuove regole e sul modo in cui verranno applicate nei diversi Paesi europei.

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