Sondaggi politici, il centrodestra perde terreno e il campo largo si porta in parità
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le rilevazioni demoscopiche più aggiornate restituiscono un quadro di sostanziale equilibrio tra i due schieramenti principali, con il centrodestra che accusa un arretramento dello 0,8% e il campo largo che mantiene la propria posizione. Le intenzioni di voto elaborate nella Supermedia YouTrend per Agi, aggiornata al 9 luglio, fotografano una situazione in cui le due coalizioni, considerando le rispettive formazioni di base, si attestano entrambe al 42,3%, in un testa a testa che non si vedeva da tempo.
Il dato, che arriva a poche settimane da possibili appuntamenti elettorali, suggerisce una rincorsa serrata tra conservatori e progressisti, con gli equilibri interni ai poli che subiscono però delle significative modifiche.
Il sorpasso che cambia gli equilibri
Osservando i numeri partito per partito, emerge con chiarezza un movimento che ha dell'incredibile: Futuro Nazionale, la creatura politica del generale Roberto Vannacci, cresce di ben 9 decimi di punto percentuale, passando dal 5,3% al 6,2% e scavalca così la Lega di Matteo Salvini. Il partito del Carroccio, infatti, subisce una flessione dello 0,4% e si porta al 5,8%, un risultato che rappresenta uno dei punti più bassi degli ultimi anni e che accende più di un campanello d'allarme nel centrodestra.
Fratelli d'Italia, nonostante resti saldamente in testa con il 27,7%, perde un decimo, mentre Forza Italia cala dello 0,2% portandosi al 7,8%. Nel campo largo, il Partito Democratico guadagna un lieve +0,1% arrivando al 21,5%, così come il Movimento 5 Stelle cresce dello 0,2% raggiungendo il 13% e Alleanza Verdi Sinistra, pur calando di un soffio, si attesta al 6,5%.
Il vantaggio del campo largo in tutti gli scenari
Secondo le elaborazioni di BiDiMedia, che hanno simulato diverse configurazioni di alleanze post-voto, il fronte progressista risulterebbe avanti in qualsiasi combinazione, anche nel caso in cui il centrodestra decidesse di allargarsi includendo formazioni come Futuro Nazionale o Azione. Nemmeno l'eventuale ingresso di Carlo Calenda o dello stesso Vannacci nella coalizione di centrodestra basterebbe, allo stato attuale, a ribaltare il risultato, e questo scenario lascia intendere come la frammentazione del voto conservatore possa giocare a favore del centrosinistra.
La crescita di Futuro Nazionale, per quanto vistosa, non si traduce in un rafforzamento complessivo dell'area di governo, poiché tale incremento avviene a discapito di altri partiti dello stesso schieramento, in un gioco a somma zero che non modifica la distanza complessiva con l'opposizione.
Il fenomeno Vannacci e i numeri (forse) nascosti
Il generale Vannacci, dal palco degli eventi del suo movimento, non nasconde l'entusiasmo e rilancia con la consueta verve: «Siamo la feccia, e non ci fermeranno!». La sua marcia nei consensi appare inarrestabile, tanto che circolano indiscrezioni su rilevazioni riservate in possesso di Fratelli d'Italia che prospetterebbero per i futuristi un ulteriore balzo, con il rischio concreto di raggiungere addirittura la doppia cifra.
Sebbene si tratti di dati non ufficiali e da prendere con le dovute cautele, il semplice fatto che si discuta di una simile ipotesi testimonia la rapidità con cui il partito del generale ha saputo ritagliarsi uno spazio rilevante, intercettando un elettorato deluso che cerca riferimenti alternativi all'interno del perimetro delle destre.




