Corpo Volandri e Fognini, la Coppa Davis e gli attacchi di panico: l'intervista a "Belve"
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Redazione Sport
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La frattura, che sembra ormai insanabile, tra Fabio Fognini e il capitano della Coppa Davis Filippo Volandri trova nuova linfa nelle parole del tennista sanremese, rilasciate nel corso di una lunga intervista a "Belve", il programma di Francesca Fagnani su Rai 2. Volandri, il quale già nel 3 ottobre 2023 aveva motivato la non convocazione del ligure definendola una scelta obbligata, si trova oggi di fronte a una recisa e pubblica non accettazione da parte dell’interessato. “Non accetterò mai l’esclusione dalla Coppa Davis”, ha dichiarato infatti Fognini, il quale ha anche rievocato, senza però entrare nel dettaglio degli argomenti scambiati, un successivo e freddo incontro con il capitano durante il torneo di Wimbledon, a suggello di un rapporto ormai compromesso.
Gli attacchi di panico e la notte in ospedale
Lontano dai riflettori delle competizioni agonistiche, Fognini ha scelto di condividere un aspetto molto privato della sua vita, descrivendo la sofferenza legata agli attacchi di panico di cui è stato vittima. “Ho sofferto di attacchi di panico e, credetemi, non sono mai stato così male in vita mia”, ha raccontato il tennista, ricordando in particolare un episodio occorsogli durante il Roland Garros. La situazione, già di per sé critica, degenerò in una notte d’emergenza, quando, verso le due, la paura divenne tale da costringerlo a chiedere alla moglie Flavia Pennetta di accompagnarlo immediatamente in ospedale. Fu allora, come egli stesso ha spiegato, che decise di affidarsi a uno specialista, un percorso che, seppur faticoso, gli ha permesso di superare quel periodo buio.
Il confronto con Sinner e il conto delle multe
Uno dei passaggi più leggeri, ma non per questo meno significativi, dell’intervista ha riguardato il paragone con l’astro nascente del tennis italiano, Jannik Sinner. Fognini, con la schiettezza che lo caratterizza, ha dichiarato: “Firmerei per essere come lui ma Jannik vorrebbe vivere come me”. Un’affermazione che delinea due filosofie di vita e di approccio al sport profondamente diverse, sebbine entrambe di successo. A proposito del suo carattere irruente, poi, non ha potuto fare a meno di tirare le somme di una carriera costellata di sanzioni, rivelando una cifra che pochi si sarebbero immaginati: “Ho pagato mezzo milione di euro di multe in carriera”. Una confessione che dipinge un ritratto autentico e senza filtri di un atleta che ha sempre giocato, in tutti i sensi, di istinto.
Un capitolo ancora aperto
Quello che emerge dal racconto di Fognini è il ritratto di un uomo e di un campione che fa i conti con il proprio passato, sia dentro che fuori dal campo. Gli attacchi di panico, affrontati e superati, rappresentano una battaglia vinta nella sfera personale, mentre la questione della Coppa Davis rimane una ferita aperta, un capitolo della sua carriera che non intende archiviare con un semplice “così è andata”. Le sue parole, nette e prive di ambiguità, lasciano intendere che, nonostante il tempo passi, per lui il dialogo con Volandri non sia mai veramente ricominciato dopo quella decisione. Il tutto, mentre guarda al presente del tennis italiano con l’occhio di chi, pur ammirando il rigore e il talento di un fenomeno come Sinner, non rinnega la vita vissuta all’insegna di un’emotività a volte scomoda, ma sempre genuina.




