Volandri e gli azzurri: la Coppa Davis si affronta con lo spirito di gruppo
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Redazione Sport
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Capitan Filippo Volandri, nel giro di poche settimane, ha dovuto fare i conti con due assenze pesantissime, quelle di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, le cui rinunce, seppur comprensibili dopo una stagione estenuante culminata nelle Nitto ATP Finals, hanno privato la squadra di due elementi di primissimo piano. L’altoatesino, che aveva deciso di saltare l’impegno ancor prima di scendere in campo a Torino, ha preferito concedere al proprio Corpo un periodo di riposo, una scelta che il capitano azzurro, pur riconoscendo il valore straordinario del giocatore, sembra aver metabolizzato con pragmatismo, preferendo concentrarsi su chi, in quel momento, è a disposizione per la nazione.
Il ranking che non conta e la competizione delle sorprese
“Il ranking in Davis non conta”, ha affermato Volandri con una certa decisione, delimitando subito il perimetro di una competizione che, a suo dire, segue logiche del tutto differenti rispetto ai consueti tornei del circuito. È l’Italia che non molla, quella che all’occorrenza sa anche soffrire, a denti stretti e col cuore in gola, affrontando una “competizione piena di sorprese” dove i valori in campo possono essere ribaltati dalla particolare atmosfera. La Coppa Davis, che viene presentata come la coppa del mondo del tennis, si appresta dunque a vivere la sua fase conclusiva a Bologna, con l’Italia che inizierà il cammino contro la formazione austriaca, cercando di difendere il titolo conquistato nelle due precedenti edizioni.
L’entusiasmo di Bologna e il gruppo affiatato
Bologna si è già immersa nell’atmosfera unica della manifestazione, regalando un autentico bagno di folla alle otto nazionali finaliste, sfilate in Piazza del Nettuno sotto lo sguardo e i telefonini di una folla di appassionati. Nonostante le rinunce di cui tanto si è discusso, i bolognesi hanno tributato una calorosa ovazione agli azzurri, un segnale di affetto che sembra aver contagiato l’intero ambiente. A confermare questo spirito è stato Lorenzo Sonego, il quale ha sottolineato come, con gli altri ragazzi, si sia formato “un bel gruppo, affiatato”, dove ci si gode un’esperienza descritta come “unica”, proprio per la possibilità di condividerla con degli amici.
Le parole di Sonego e lo sguardo al futuro
Sul tema Sinner, Sonego ha voluto comunque spendere parole di elogio, definendo “stupendo” vederlo vincere a Torino e rimarcando quanto si fosse visto, in quella circostanza, quanto ci tenesse al trionfo. La partita giocata contro Carlos Alcaraz è stata da lui giudicata “strepitosa”, un’ulteriore prova del “grande contributo” che il tennista di San Candido è in grado di dare al tennis italiano, pur nella sua attuale lontananza dalla squadra. È in questo clima, fatto di entusiasmo popolare e di consapevolezza delle difficoltà, che gli azzurri si apprestano a vivere la loro avventura, puntando a ripetere l’impresa degli anni passati.




