Il divario sanitario tra Nord e Sud Italia si amplia nonostante i miglioramenti

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il Veneto si distingue per l'assistenza sanitaria nel 2022, secondo la Fondazione Gimbe. La regione ha ottenuto un punteggio di 281,84 su un massimo di 300 per i Livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni che il servizio sanitario eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket. Questo risultato posiziona il Veneto al secondo posto tra le Regioni e Province autonome.

Il divario tra Nord e Sud

Nonostante i servizi degli ospedali migliorino, l’assistenza sul territorio e, soprattutto, i servizi di prevenzione come le vaccinazioni e gli screening peggiorano. Solo due Regioni meridionali garantiscono pienamente ai propri cittadini i Livelli essenziali di assistenza (Lea). “Il monitoraggio del ministero della Salute sulle cure essenziali conferma che la frattura strutturale tra Nord e Sud del Paese non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia”, afferma in una nota Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

La situazione in Sardegna

La situazione drammatica del più importante ospedale della Sardegna, il Brotzu, è descritta in una comunicazione inviata questa mattina a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie della Sardegna (Aou e Areus comprese) e a quello dell’assessorato regionale alla Sanità. Al Brotzu c’è il tutto esaurito. E non è una buona notizia, tanto che la direttrice generale Agnese Foddis parla di «emergenza sanitaria».

La riforma dell'Autonomia differenziata ha suscitato preoccupazioni. Dopo il via libera alla riforma, Gimbe lancia l'allarme: "A rischio uguaglianza e diritto alla salute". I livelli di assistenza sanitaria diminuiscono in tutto il Paese. E si allarga il divario tra Nord e Sud. Nonostante i servizi degli ospedali migliorino, l’assistenza sul territorio e, soprattutto, i servizi di prevenzione come le vaccinazioni e gli screening peggiorano. Aumentano anche le differenze tra le aree del Paese: il divario tra Sud e Nord è sempre maggiore. Soltanto due Regioni meridionali garantiscono pienamente ai propri cittadini i Livelli essenziali di assistenza (Lea).

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