Civitanova Marche dice addio a Cesare Paciotti, il re delle scarpe
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un applauso lungo e carico di commozione ha accolto il feretro di Cesare Paciotti, portato a spalla dai familiari all'ingresso della chiesa di San Pietro, a Civitanova Marche, dove centinaia di persone, molte delle quali costrette a seguire la cerimonia dall'esterno, si sono radunate per l'ultimo saluto allo stilista, scomparso a sessantanove anni in seguito a un malore improvviso. La folla, che riuniva autorità, operai della sua azienda e semplici cittadini, ha trasformato la piazza in un'unica, silenziosa manifestazione di affetto per colui che, con il suo genio creativo, ha portato il nome della città nel mondo, rendendo omaggio a una figura che era ben più di un imprenditore di successo.
Il ricordo della stretta collaboratrice
Tra i presenti, un dolore particolarmente intenso è stato quello di Lina Pennesi, la sua storica collaboratrice, la quale, nel prendere la parola, ha dipinto un ritratto privato e profondamente umano del loro legame. "Tutta la mia vita è legata a te", ha dichiarato la donna, la cui voce ha rotto il silenzio della chiesa stracolma. "Sei stato il mio migliore amico, il mio compagno di vita, il mio mentore", ha proseguito, spiegando come la loro vicinanza professionale e umana, cementata da un tempo infinito trascorso insieme, li avesse resi, in un certo qual modo, simili l'uno all'altra, in una sintonia che andava ben oltre il semplice rapporto di lavoro.
L'omelia e la bellezza come opera divina
Don Mario Colabianchi, celebrando il rito, ha posto l'accento sulla dimensione quasi trascendentale del talento di Paciotti, definendolo "un creativo guidato dalla mano di Dio" e un "artefice di bellezza" che, attraverso la sua opera, ha saputo continuare il lavoro del Creatore. "Lassù, Cesare, c'è un posto per te", ha affermato il sacerdote nella sua omelia, consegnando alla memoria collettiva l'immagine di un uomo il cui estro artistico rappresentava non solo un dono personale, ma anche un contributo all'armonia del mondo, un qualcosa che travalicava la materia per elevarsi a un piano superiore.
L'ultimo viaggio e il lutto cittadino
Al termine della funzione, che ha visto la partecipazione di figure come Andrea Della Valle, con cui condivideva l'onere e l'onore di essere ambasciatore del Made in Marche, la salma è stata accompagnata nel cimitero di Montecosaro, dove Paciotti è stato tumulato accanto ai suoi cari. La città, che per l'occasione aveva proclamato il lutto cittadino, ha così chiuso un capitolo fondamentale della propria storia, salutando quel "figlio" che, con le sue creazioni, l'aveva resa celebre ovunque, onorando la memoria di colui che tutti, ormai, riconoscevano come il indiscusso 're delle scarpe'.




