Torino compra azienda cinese e salva Mcm di Piacenza dal baratro
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Redazione Economia
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Rovesciando la prospettiva più consueta che vuole le imprese italiane oggetto di acquisizioni da oltreoceano, o dall'estremo Oriente, è una realtà torinese a essersi aggiudicata, con un'operazione che ha evitato il peggio, il controllo di una società con base produttiva nel piacentino ma in mano a un gruppo cinese. Il caso, che vede protagoniste la torinese Vigel e la piacentina Machining Centers Manufacturing, ribalta dunque lo schema, diventato quasi abituale negli ultimi decenni, della cessione di know-how e stabilimenti verso Paesi terzi. L'accordo, la cui finalizzazione è stata resa nota in queste ore, ha permesso di scongiurare una chiusura che avrebbe lasciato a terra un patrimonio industriale e oltre duecento famiglie, in un territorio dove la manifattura di qualità rappresenta ancora una colonna portante.
Un salvataggio che viene dal Piemonte
La Vigel, azienda fondata negli anni Settanta e storicamente legata al mondo automotive ma che ha saputo diversificare il proprio business spingendosi anche nel settore aerospaziale, ha completato l'acquisizione attraverso una sua controllata, Mcm Manufacturing Technologies, facente capo alla holding Genfin. Quest'ultima, che detiene il pacchetto di maggioranza di Vigel, ha dunque allargato la propria sfera di influenza, assorbendo una realtà che produce macchine utensili ad alta precisione. Il passaggio di proprietà giunge dopo un annuncio fatto lo scorso dicembre e mette fine a un periodo di forte incertezza, generato dalla decisione dell'azionista di controllo cinese, il gruppo Rifa, di avviare la società verso il fallimento. Rifa, che aveva acquisito Mcm nel 2014, aveva di fatto deciso di abbandonare l'investimento, lasciando l'impresa e i suoi dipendenti in un limbo angoscioso.
La crisi e il patrimonio salvato
La situazione di crisi, che aveva allarmato l'intera provincia di Piacenza, trova ora una soluzione stabile. La storica azienda, fondata nel 1978 e con sedi operative a Vigolzone e Roveleto di Cadeo, torna sotto un controllo italiano, preservando quel know-how tecnologico che le permette di operare in settori esigenti come l'aerospaziale e la meccanica di precisione. La produzione di Mcm si caratterizza per l'integrazione di software, automazione e sistemi di gestione dati, elementi che garantiscono elevata efficienza e completa tracciabilità dei processi produttivi. Si tratta, insomma, di un comparto di nicchia e ad alto valore aggiunto, che richiede competenze specializzate e un costante investimento in innovazione, fattori che rischiavano di disperdersi.
La visione di un polo tecnologico integrato
L'operazione non si configura come un semplice salvataggio di corto respiro, ma punta a creare un'organizzazione solida e diversificata, in grado di competere sul mercato globale delle soluzioni di lavorazione avanzate. Sia Vigel che Mcm sono infatti riconosciute come realtà di eccellenza nel loro campo. La convergenza sotto un unico ombrello societario permetterà probabilmente di condividere risorse, tecnologie e reti commerciali, puntando a una crescita sinergica. Il completamento del trasferimento, avvenuto in questi giorni, chiude quindi una partita delicata, restituendo futuro a uno stabilimento e alle persone che ci lavorano, e dimostrando come percorsi industriali differenti possano talvolta ricongiungersi, generando nuove prospettive.




