Auto elettriche in Italia: incentivi e offerte private per una strada ancora in salita
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'auto elettrica in Italia divide ancora l'opinione pubblica, tra chi la vede come il massimo della mobilità sostenibile e chi nutre diffidenza. Il mercato nazionale sconta un ritardo strutturale nelle colonnine di ricarica, un gap che le istituzioni cercano di colmare potenziando le infrastrutture e insistendo sugli incentivi all'acquisto.
Il nuovo bonus governativo
Il nuovo incentivo statale, finanziato con 597 milioni di euro del Pnrr, parte il 15 ottobre. Lo sconto immediato sul prezzo di vendita è fruibile fino all'esaurimento dei fondi. Per accedervi, l'acquisto del veicolo elettrico deve avvenire entro fine giugno, contestualmente alla rottamazione di un'auto termica fino all'Euro 5. Per prevenire speculazioni, è necessario essere proprietari del veicolo da rottamare da almeno sei mesi.
La barriera del prezzo e le iniziative private
Nonostante gli incentivi, il prezzo d'ingresso rimane un ostacolo per molti. Per questo, alcuni costruttori si muovono autonomamente. Controcorrente rispetto a incentivi sempre più vincolanti, Smart ha lanciato la campagna “smartinclusiva”, che garantisce fino a 3.000 euro di sconto immediato su tutta la gamma elettrica, senza necessità di rottamazione e senza richiedere dichiarazioni dei redditi.
Una scelta razionale per il 2025
Passare all'elettrico nel 2025 è una decisione razionale soprattutto per chi vive in un contesto urbano già attrezzato. L'offerta si fa più variegata, con modelli come la Microlino ’55, ma la reale convenienza deve essere valutata caso per caso. In un Paese come l'Italia, la strada verso una mobilità completamente elettrica è ancora lastricata di incertezze.




