Eduscopio 2025: le mappe dell'eccellenza scolastica italiana, da Napoli a Este

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l’avvio degli open day negli istituti superiori, la Fondazione Agnelli rende pubblico, come da tradizione, il rapporto annuale di Eduscopio, strumento ormai imprescindibile per decine di migliaia di famiglie chiamate a una scelta delicata. La piattaforma, che si basa sull’analisi oggettiva dei percorsi universitari e lavorativi di oltre un milione e trecentomila diplomati in tre anni scolastici consecutivi, delinea una geografia variegata delle eccellenze, dove ai consolidati pilastri si affiancano, talvolta, sorprese significative. I dati, liberamente consultabili online, fotografano infatti le performance degli studenti dopo il diploma, offrendo una valutazione concreta che va oltre la semplice reputazione storica degli istituti.

Napoli e provincia: un duplice primato

Nel capoluogo campano, la scena dei licei classici e scientifici è dominata, ancora una volta, dal Convitto nazionale Emanuele II, che conferma la sua posizione di vertice incontrastato. Allargando però lo sguardo all’intera provincia, il panorama muta, poiché la vetta della classifica dedicata ai licei classici viene conquistata dal Pitagora di Pozzuoli, istituto che sottrae lo scettro al contesto urbano più centrale. Una dinamica, questa, che evidenzia come i centri minori possano esprimere realtà formative di altissima qualità, capaci di competere e superare quelle delle grandi città, un dato che invita a considerare con attenzione un ventaglio di opzioni più ampio di quello che si potrebbe immaginare in prima battuta.

L'eccellenza del Nord-Est e il caso dei quadriennali

Spostandosi nel Veneto, l’edizione 2025 registra un exploit particolare: il liceo scientifico di scienze applicate Giovanni Battista Ferrari di Este, in provincia di Padova, si colloca infatti ai massimi livelli nazionali per le performance dei suoi diplomati. La scuola, riconoscibile per la sua caratteristica facciata in cortina di mattoncini rossi, rappresenta un esempio di come un istituto possa distinguersi per risultati tangibili. Il rapporto, peraltro, sembra non lasciare spazio a sperimentazioni troppo ardite, dato che i percorsi quadriennali – oggetto di discussione negli anni passati – non figurano tra le esperienze che hanno prodotto gli esiti migliori, a conferma di una certa difficoltà nel conciliare accelerazione dei tempi e solidità della preparazione.

Il quadro umbro e pugliese: tradizione e professionalità

In Umbria, le classifiche di Eduscopio delineano un dominio della zona di Assisi, con il liceo classico Sesto Properzio e il liceo scientifico Principe di Napoli a guidare le rispettive categorie. Quando l’obiettivo non è l’università ma l’ingresso diretto nel mondo del lavoro, la regione mostra invece una fioritura di istituti tecnici e professionali di alto livello: spiccano, tra gli altri, il Polo-Bonghi di Assisi, lo Spagna-Campani di Spoleto, l’Alberghiero di Assisi e il Salvatorelli-Moneta di Marsciano, segno di una offerta formativa professionalizzante radicata e di qualità. In Puglia, invece, si assiste a una conferma e a un sorpasso: a Bari il liceo Socrate mantiene il suo primato cittadino, ma la leadership assoluta nell’area metropolitana è detenuta da un istituto di Putignano, a riprova di come il merito, misurato sui fatti e non sulle percezioni, possa riservare esiti inattesi e spostare il fuoco dell’attenzione verso realtà periferiche ma estremamente efficaci.

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