Iran, Qalibaf: "Non daremo assegni in bianco a nessuno"
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Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf ha dichiarato che il suo Paese non concederà un “assegni in bianco” a nessuna delle parti coinvolte nei negoziati con gli Stati Uniti volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente. Qalibaf ha tuttavia messo in guardia dal cadere nella “trappola di conflitti prolungati e logoranti”. Il memorandum d’intesa includerebbe attualmente la promessa iraniana di non dotarsi di armi nucleari, ma nulla di più concreto. (lapresse.it)
La notizia riportata su altri giornali
Un funzionario ha aggiunto che Trump era frustrato dalla lentezza con cui l'Iran ha risposto alle proposte Usa e ha inoltre affermato che le modifiche apportate da Trump - una nuova proposta più rigida - erano probabilmente volte ad accelerare il processo, esercitando pressione sull'Iran affinché accettasse il quadro già inviato. (Il Messaggero)
Nonostante un vertice di oltre due ore nella Situation Room della Casa Bianca, la “decisione finale” sull’intesa non sarebbe ancora stata presa. Anche Teheran conferma che i negoziati proseguono: “Lo scambio di messaggi è ancora in corso e l’intesa non è stata finalizzata”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei. (Treccani)
Secondo il New York Times, il presidente statunitense ha modificato alcuni punti del memorandum d’intesa già trasmesso agli iraniani, irrigidendo alcune condizioni. Donald Trump alza la posta nel negoziato con l’Iran per cercare di chiudere il conflitto e accelerare una risposta di Teheran a una bozza di accordo ancora in fase di definizione. (Domani)

Donald Trump annuncia su Truth una possibile decisione definitiva sulla bozza d'intesa tra Stati Uniti e Iran per il nucleare e lo Stretto di Hormuz. (La Verità)
Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'agenzia Irna. "Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. (Bresciaoggi)
«Non sono ottimista. Siamo in una terra di mezzo, in cui potremmo non avere un accordo a lungo. Se qualcuno dice che ci sono stati progressi, di cer… LONDRA – Sanam Vakil è la direttrice del programma Medio Oriente per Chatham House, il think tank più celebre d’Inghilterra, e professoressa alla Johns Hopkins. (la Repubblica)




